venerdì 24 maggio 2019

Ultima cena



Leonardo da Vinci, Ultima cena, 1495-1498
Milano, Santa Maria delle Grazie

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DANIEL CHIROM

LEONARDO E “L’ULTIMA CENA”

Su incarico di Ludovico il Moro
ho scandito per tre anni l’Ultima Cena.
Non ho commesso alcun errore,
fu una mia volontà che Cristo e i suoi apostoli
si disintegrassero con il tempo.
Sono sicuro che quando la cena sarà di nuovo servita
un altro Lodovico mi commissionerà di rifarla
finché il vino tornerà a scarseggiare.
Confido nell’eterna sete dell’uomo.

(da La diaspora, 1983)

sabato 18 maggio 2019

Sole in una stanza vuota / 2




Edward Hopper, Sole in una stanza vuota, 1963
collezione privata

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LOUIS EDWARD SISSMAN

PIÛ TARDI

Un vuoto bello e indicibile
di luce solare in stanze nude   
senza altro abitante che lui stesso:
l’alba e il tramonto della sua vita
avanzavano con moto rotatorio, un sole solitario
avvolgeva il gradino di granito,
su cui si trovava
dipinto da una luce che durò un giorno e poi si spense.
Dove convergono gli interni
dei suoi primi anni
sono passate compagnie di traslochi
con i loro camion
e hanno portato via gli oggetti del passato
- letti, tappeti, lampade, gente
documenti, cassettoni -
lasciandosi dietro un monumento tangibile
della sua vita e di come l’ha vissuta:
Fuori un albero verde stormisce
entrando in casa
dalla doppia finestra, formando rettangoli
color crema
sulla parete con la finestra e la parete
con la nicchia e sul
nudo parquet. Il sole del mattino
abita il vuoto
con luce americana.

martedì 7 maggio 2019

Il mare di ghiaccio




Caspar David Friedrich, Il mare di ghiaccio o Il naufragio della speranza 1822-1824
Amburgo, Kunsthalle

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CRISTINA PERI ROSSI

L’OCEANO GLACIALE


(Il mare di ghiaccio o Il naufragio della Speranza,
Caspar D. Friedrich)

Il ghiaccio rompe le sue mura
i suoi specchi i suoi cristalli
castelli demoliti
legname naufrago
il ghiaccio si liquefà
come precipitano le catastrofi
Si profila la chiglia di un iceberg
(fallo che indica le nuvole)
e lo scafo della nave si inclina
agonizza tra le lapidi di ghiaccio
(La casella del re è vuota
sulla scacchiera congelata)

La speranza è naufragata
nel frastuono degli specchi.

sabato 27 aprile 2019

Auoritratto - Rembrandt/2



Rembrandt van Rijn, Autoritratto, 1660
New York, Metropolitan Museum of Art

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CRISTINA PINA

AUTORITRATTO


Cosa ti resta da dire!
Lo stesso sguardo
che tutto ha saputo
da sempre,
il rictus della fine,
quelle rughe dolorose
e profonde.

Attraverso i gesti parli,
Rembrandt van Rijn,
pieno di saggezza e amarezza:
la canizie sui capelli ricci,
il glorioso berretto nero,
la luce rozza sulla fronte.

(da La grande bellezza)

martedì 16 aprile 2019

Notre-Dame


Cattedrale di Notre-Dame, XII secolo
Parigi, Notre-Dame, 4° Arrondissement

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GÉRARD DE NERVAL

NOTRE-DAME

Notre-Dame è molto antica: la si vedrà forse
Seppellire tuttavia Parigi che ha visto nascere;
Ma, tra un migliaio di anni il Tempo assalirà
Come un lupo con un bue, questa carcassa pesante,
Torcerà i suoi nervi di ferro, e dopo un dente sordo
Rosicherà tristemente le sue vecchie ossa di pietra!

Allora uomini da tutti i paesi della terra
Verranno a contemplare la sua rovina austera,
Sognatori, rileggendo il libro di Victor:
- Allora crederanno di vedere la vecchia basilica,
Tutto quel che c'era di potente e bello,
Levarsi davanti a loro come l'ombra di un morto.






martedì 9 aprile 2019

Panchina di pietra nel manicomio di Saint-Remy



Vincent Van Gogh, Panchina di pietra nel manicomio di Sainr-Remy, 1889
San Paolo del Brasile, Museu de Arte Assis Chateaubriand

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ALFONSO GATTO

LA PANCHINA DI VAN GOGH

Capiterà l’errante col suo forte
spessore di capelli, il viso stretto
per gli occhi vuoti, le due mani attorte. Le scatole veementi del colore
gli frusteranno l’albero del petto,
pugno di scaglie al prendere del fuoco che lo divampa.
                             L’allegria del gioco
irrompe ad accerchiarlo perché sale
tutto il dolore al vertice del male,
  ai grandi spazi della mente, al sole
delle prime parole.

Ora ascolta ammansito dal fragore,
albero e vento: come una foresta,
la sua fatica, e questa calma nuova
che lo sorprende a mettere la testa
sul braccio, sul profilo dell’amore.
Così dipingerà prova su prova
la sua ragione d’essere nel fiore,
nel seme, nella terra, nella morte.

Da Rime di viaggio per la terra dipinta (1968-1969)

venerdì 29 marzo 2019

Annunciazione

Leonardo da Vinci, Annunciazione, 1472-1475
Firenze, Galleria degli Uffizi

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VALENTINO ZEICHEN

ANNUNCIAZIONE

di Leonardo da Vinci

L’aeronautica divina invia
un superbo esemplare volante;
forse un arcangelo,
meraviglia della tecnica nelle ali
dall’elevata portanza,
ritratte in assetto frenante.
Osservate all’attaccatura
si direbbero protesi tratte
da un bestiario araldico.
Ma nonostante l’apparizione,
l’annuncio alla Vergine
deve correre dentro
un filo invisibile che
contiene il prodigio,
nascosto in un ulteriore
e ben protetto segreto
posto sotto falsa traccia.
si sorvola l’evento
immerso nella penombra
oltre il filare degli alberi,
il paesaggio in fuga invita
a gareggiare con la
trasparente lontananza.
Lo sguardo la insegue ma
trafigge vanamente l’aria;
poi, ormai cieco, desiste
per volgersi altrove e
ci svela una seconda nostalgia,
cosiddetta da “allontanamento”
dal luogo di partenza.

(da Metafisica tascabile, Mondadori, 1997)


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