sabato 6 dicembre 2014

Ritratto di Simonetta Vespucci

 

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Sandro Botticelli, Ritratto postumo di Simonetta Vespucci, 1476 - 1480
Berlino, Kaiser Friedrich-Museums-Verein

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ANTONIO COLINAS

SIMONETTA VESPUCCI

Il vostro passo di velluto
E il vostro sguardo di vergine violata.

                                           - Dino Campana

Simonetta,
per la tua dolcezza
la sera diventa lacrima
orazione funebre,
musica trattenuta.
Simonetta Vespucci,
hai l’anima fragile
di vergine o di amante.
Giuditta spettinata
o Venere bagnata
hai l’anima sottile di giunco
e l’innocenza timida
dell’uliveto.
Simonetta Vespucci,
per i tuoi occhi verdi
Sandro Botticelli
ti ha tratto dal mare,
per le tue grandi trecce
e per le tue gambe lunghe,
Simonetta Vespucci
nata a Firenze.

domenica 30 novembre 2014

Scompartimento C, Carrozza 293

 

Edward Hopper, Scompartimento C, Carrozza 293, 1938
New York, IBM Corporation Collection

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ALAIN DE BOTTON

da “L’ARTE DI VIAGGIARE”

Hopper era affascinato anche dai treni. Ad attirarlo era l'atmosfera delle carrozze semivuote che si fanno strada nel paesaggio: il silenzio che regna al loro interno mentre fuori le ruote sferragliano ritmicamente sui binari e lo stato di trasognamento indotto dal rumore e dal panorama esterno, un trasognamento che pare quasi strapparci a noi stessi e indicarci la via d'accesso a pensieri e ricordi che non riuscirebbero a emergere in circostanze più ordinarie. La donna di Scompartimento C, Vettura 293 (1938), che legge e fa vagare lo sguardo tra carrozza e paesaggio, sembra trovarsi proprio in questo stato mentale.

mercoledì 12 novembre 2014

Seminatore al tramonto


 

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Vincent Van Gogh, Seminatore al tramonto, 1888
Otterlo, Museo Kröller-Müller

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JOSÉ MANUEL ROCA

CINQUE VOLTE VAN GOGH, V

Un ultimo furore:  disegnò col suo pennello una porta nell'aria e sbattendola passò dall'altra parte. Un'altra versione dice che disegnò una rivoltella e con essa si sparò nel ventre.
Ma prima,  prevedendo le lunghe notti dell'uomo assediato dall'inverno,  decise di riempire i nostri muri con molte immagini del sole,  per aiutarci ad abitare il labirinto.

(da La farmacia del ángel, 1995)

giovedì 16 ottobre 2014

Gemelle

 

Gemelle

Massimo Campigli, Gemelle, 1951
collezione privata

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RAFFAELE CARRIERI

GEMELLE DI CAMPIGLI

Come un rosso intrecciato
A un altro rosso
Come due zeri bianchi
ugualmente dimenticati
Aulla medesima lavagna.
Come il dritto e rovescio
Di una moneta.
Come due uova chiuse
nello specchio riflesse
Ripetono due uova chiuse.
Come il cobalto
Dietro il caldo muro
Che conduce al mare.
Guardati dall’interrompere
La doppia luce
Prodotta dalle gemelle.

(da La giornata è finita, 1963)

venerdì 3 ottobre 2014

Paesaggio con la fuga in Egitto

 

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Joachim Patinir, Paesaggio con la fuga in Egitto, 1524
Anversa, Museo Reale di Belle Arti

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CLAUDIA HERNÁNDEZ DE VALLE ARIZPE

PAESAGGIO DI PATINIR AL MUSEO REALE DI BELLE ARTI


La tempesta si avvicina.
Spostando le foglie
sul mio viso che legge
il dipinto
sento da molto vicino (senza che il custode lo noti)
che avanza sulle siepi e sulle pietre.
Mettere la mano fermerebbe
forse
il suo gioco di specchi invisibili
le sferzate sull’acqua
e il clamore del bosco.
Mi allontano dal quadro
quando le prime gocce
cominciano a bagnare la superficie.

martedì 16 settembre 2014

Ritratto del postino

 

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Vincent Van Gogh, Ritratto del postino Joseph Roulin, 1888,
Boston, Museum of Fine Arts

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JOSÉ MANUEL ROCA

CINQUE VOLTE VAN GOGH, I

Il postino di Van Gogh non visita il quartiere da quando ha ricevuto un telegramma della morte.  Ma ci guarda da una sorda eternità.
Il postino,  portatore di qualche messaggio che gli dava ragioni della luce.

(da La farmacia del ángel, 1995)

martedì 2 settembre 2014

Wax Wing

 

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Franz Kline, Wax Wing, 1961
Collezione privata

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SEVERO SARDUY

WAX WING

Non c’è silenzio
finché
l’Altro
parla
(Bianco no:
colori che sfuggono
dai bordi).
Adesso
la poesia è scritta.
La pagina è vuota.

lunedì 25 agosto 2014

Harley red

 

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Frank Kline, Harley red, 1959-60
collezione privata

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SEVERO SARDUY

HARLEY RED

Il sogno no:
la perdita.
Il bianco roditore,
che acceca.
Mi perdo. Tutto è porta.
Guarda:
il muro sanguina.

martedì 12 agosto 2014

Ave Maria a trasbordo

 

 

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Giovanni Segantini, Ave Maria a trasbordo, 1886
San Gallo, proprietà privata

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MAURIZIO CUCCHI

NEL SACRO DI QUESTA ASSENZA

                                                                                        per Antonio Riccardi

Nel sacro di questa assenza
recisi
tra due lame di luce e acqua
l'orizzonte è il paese.
Il capo lo appoggia,
orfana in un abbraccio,
l'Ave Maria a trasbordo.

(da Poesia della fonte)

giovedì 31 luglio 2014

La sedia di Van Gogh / 2

 

Vincent Van Gogh, La sedia di Van Gogh, 1888
Londra, National Gallery

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HÉCTOR ROJAS HERAZO

UNA LEZIONE DI INNOCENZA

Van Gogh dipinse una volta
il ritratto del mondo
Lì c’era tutto:
i fiori che si aprono
e le porte che si chiudono,
i giorni del pianto
e i giorni d’oro,
le strade e i sogni,
i rami e le colombe.
Anche un bambino
che guarda due innamorati
e poi l’ora della nascita
e la morte di ogni uomo.
Per realizzare questo ritratto, Van Gogh
non dovette fare altro che dipingere una sedia.

(da  Las úlceras de Adán, 1995)

sabato 21 giugno 2014

Paesaggio con sole


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Bruno Saetti, Paesaggio con sole, 1970
Collezione privata

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DIEGO VALERI

«SOLI» DI SAETTI


I grandi soli,
sospesi, immoti sul canale immoto,
i grandi soli, bianchissimi o roggi,
nudi o velati di sottili brume,
segnano il nostro tempo, i nostri giorni
da tramonto a tramonto.
dietro la siepe delle cose opache
d’ogni giorno, al cadere d’ogni giorno,
splendono i dischi enormi, le rapprese
fiamme dei nostri soli.
Poi vengono le sere, effuse dentro
i dilatati spazi
del cielo e del canale, l’ombre vaghe
delle sere, gli estremi
bagliori delle sere: come smorti
lumi d’ultima sera.

(da Verità di uno)

giovedì 22 maggio 2014

Composizione in grigio e nero

 

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James Whistler, Composizione in grigio e nero n. 1, 1871
Parigi, Musée d’Orsay

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BILLY COLLINS

STUDIO IN ARANCIONE E BIANCO

Sapevo che James Whistler era parte della scena di Parigi
ma mi sono comunque sorpreso quando ho trovato il dipinto
di sua madre al Museé d'Orsay
tra i punti colorati e le pennellate mobili
degli Impressionisti francesi.

Ed ero sorpreso di notare
dopo qualche minuto di benevola osservazione,
come quella donna dal profilo austero
fissata per sempre sulla sua sedia,
cominciasse a somigliare alla mia vecchia madre
fissata per sempre nelle stelle, nell'aria, nella terra.

Puoi capire perché intitolò il dipinto
"Composizione in grigio e nero"
invece di come ognuno naturalmente lo chiama,
ma, alla fine, dopo aver camminato lungo la riva del fiume,
ho immaginato come si è potuto spezzare
il cuore di una donna per degradarsi da madre
a una mera composizione, uno studio acromatico.

Mentre le coppie dell'estate si piegavano l'una sull'altra
lungo il quai e la piazza e barche a basso pescaggio
piene di spettatori scivolavano su  e giù per la Senna
tra i ponti di pietra
e i loro riflessi nell'acqua,
pensavo: che ridicolo, che errore...

Sarebbe come se Botticelli avesse chiamato "La nascita di Venere"
"Composizione in blu, ocra, verde e rosa,"
o viceversa
come se Rothko avesse intitolato uno dei suoi tramezzini di colore
"Barche da pesca che lasciano Falmouth Harbor all'alba".

O, mentre scorrevo il menu al caffè
dove ora era venuto a riposarmi,
sarebbe come la pittura qualcosa di ridicolo,
un cuoco che sputasse
su un fornello acceso davanti a un pubblico di anatre
e lo chiamasse "Studio in arancione e bianco".

Ma a questo punto un cameriere apparve
con il mio bicchiere di Pernod e una chiara brocca d'acqua,
e io sedevo e non pensavo a niente
se non alle donne e agli uomini che passavano --
madri e figli che camminavano con i loro fragili cagnolini--
e a me stesso,
una specie di composizione in blu e kaki,
e, dopo aver aggiunto
un po' d'acqua nel bicchiere, verde lattiginoso.

martedì 22 aprile 2014

Campi di grano a La Crau

 

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Vincent Van Gogh, Campi di grano a La Crau, 1888
Amsterdam, Rijksmuseum

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JUAN MANUEL ROCA

CINQUE VOLTE VAN GOGH, III

Dipinse campi di grano e il fiore del pane iniziò a profumare nelle deserte cantine.

domenica 30 marzo 2014

Natura morta, 1940




Giorgio Morandi, Natura morta, 1940.
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ADAM ZAGAJEWSKI

MORANDI


Gli oggetti vegliavano anche di notte,
mentre lui dormiva sognando l'Africa;
la brocca di porcellana, due innaffiatoi,
le verdi bottiglie da vino, un coltello.
Quando dormiva sodo, come può dormire
solo un artista esausto, stremato,
gli oggetti ridevano, prossimi alla rivolta.

sabato 1 marzo 2014

La Gioconda

 

Gioconda

Leonardo da Vinci, La Gioconda, 1503-1514 circa
Parigi, Louvre

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ALFREDO VEIRAVÉ

LA GIOCONDA

Limpida è qui la luce, una caduta di petali forse.
L’eternità, il velo del suo svelarsi.
Suo unico ricordo, il Rinascimento.
Circolare e in crescita come atteso,
Gelidamente calda, sorridendo appena: la
Gioconda.
Dietro, un paesaggio di illusioni come difesa.
In alto, sopra Parigi, ritte creature in agguato,
E si è udito, rosa e grigio, il puro silenzio.
La sua contenuta delizia.
Tuttavia non capiamo cosa le ha impedito di piangere,
Quale verità,
Quale sentimento provava a dire quel sorriso,
Interminabile, aperto, chiaro.
E al Louvre
Dimenticata la sua progenie
Lontano da ogni distacco, Leonardo,
E questo sorriso comune, chiuso, scuro,
Definitivo, nostro.

lunedì 24 febbraio 2014

Veduta di Arles

 

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Vincent Van Gogh, Veduta di Arles, 1888
Amsterdam, Van Gogh Museum

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CIRCE MAIA

VEDUTA DI ARLES

In primo piano
questa aggrovigliata
sterpaglia di foglie intricate e scure.
Molto in secondo piano
alberi  e case.
È come se il pennello avesse detto: "Entrano
ma non sono importanti".
E così
è rimasta come spinta a forza
- dietro alcuni alberi -
il campanile di una chiesa.
E ancora una volta torna lo sguardo
ad annodarsi e a rimanere
qui dentro, in mezzo
al confuso disordine
di colori scuri
e forme forti
un po'
incompiute.

mercoledì 19 febbraio 2014

Nike di Samotracia

 

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Anonimo, Nike, II secolo a.C.
Parigi, Louvre

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MARIA PAWLIKOWSKA

NIKE

Sei come la Nike di Samotracia a Parigi
o insonne amore:
anche ferito, con lo stesso ardore
tendi le braccia mutilate e voli.

mercoledì 12 febbraio 2014

Annunciazione tra i santi

 

 

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Simone Martini, Annunciazione tra i santi Ansano e Margherita, 1333
Firenze, Uffizi

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FRANCESCO PETRARCA

PER MIRAR POLICLETO A PROVA FISO

Per mirar Policleto a prova fiso
con gli altri ch'ebber fama di quell'arte
mill'anni, non vedrian la minor parte
de la beltà che m'ave il cor conquiso.

Ma certo il mio Simon fu in paradiso
(onde questa gentil donna si parte),
ivi la vide, et la ritrasse in carte
per far fede qua giù del suo bel viso.

L'opra fu ben di quelle che nel cielo
si ponno imaginar, non qui tra noi,
ove le membra fanno a l'alma velo.

Cortesia fe'; né la potea far poi
che fu disceso a provar caldo et gielo,
et del mortal sentiron gli occhi suoi.

sabato 18 gennaio 2014

Vaso con dodici girasoli


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Vincent Van Gogh, Vaso con dodici girasoli, 1888
Monaco di Baviera, Neue Pinakotekh
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JUAN MANUEL ROCA

CINQUE VOLTE VAN GOGH, II


Come il suo cappello, che è stato sempre illuminato dal rosso folgorante dei suoi capelli, le sue notti erano solari.
Fermò il sole in ogni quadro, ma non come il biblico Giosuè, che quando fermò il sole non pensava al girasole: la passione o la febbre diedero ai girasoli una rotazione da astri familiari.