mercoledì 8 novembre 2017

La stanza di Rothko


Rotkho

New-Tate-Modern-Mark-Rothko

Mark Rothko, The Rothko Room
Londra, Tate Modern

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VERONICA DINTINJANA

LA STANZA ROSSA

La stanza rossa
(Rothko, Tate Modern)

Sono scappata.

Me ne andavo in fretta,
perché i tuoi quadri non mi vedessero.

Per un istante mi sono voltata –

rosse e nere
profonde petecchie di disperazione.

Il riflesso in cui riconosci il volto.

Specchio da luna park che ti deforma all'interno
rendendoti brutto in profondità.

Ho distolto lo sguardo.

Mi era chiaro già allora? –
Non mi ha sgomentato la tua fine violenta.

Fuori una grigia giornata di febbraio,

un po' piovosa, Millennium Bridge
e il vento sopra il fiume.

Una Londra nuova e scostante.

La stanza rossa,
come qualcuno di una vita precedente.

Che mi conosce molto meglio di me.

Anche se mi trovo mille miglia lontano,
attende che io ritorni.

E le permetta di guardarmi a fondo.

venerdì 27 ottobre 2017

Azzurro pallido



Pale Blue II 1970 Jules Olitski 1922-2007 Presented by Waddington Galleries through the Institute of Contemporary Prints 1975 http://www.tate.org.uk/art/work/P01250

Jules Olitski, Azzurro pallido, 1970
Londra, Tate Gallery

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ADOLFO BURRIEL

AZZURRO PALLIDO

(1970, di Jules Olitski)


Forse la tenerezza,
forse il suo sottile spargimento,
o l’intima avidità
di una breve notte
sospesa nell’aria,
soltanto,
soltanto una trascuratezza
delle ombre

mercoledì 18 ottobre 2017

Senza titolo [Kline]


untitled


Franz Kline, Senza titolo, 1957
Düsseldorf,  Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen

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SEVERO SARDUY

BLACK AND WHITE

La striscia nera e il battello,
il monte siamo tutti,
la barca bianca sull'acqua bianca
e la fissità
degli uccelli sopra la Salute.
Passa,
il fait beau dall'altro lato
dall'altro lato, dico,
del canale.
Ci siamo tutti.

giovedì 5 ottobre 2017

Ufficio di sera


Hopper

Edward Hopper, Ufficio di sera, 1940

Minneapolis, Walker Art Center

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ANNE CARSON

UFFICIO DI SERA

Ma quest'unica ora si svolge essa stessa attraverso fugaci particelle.
Agostino, Confessioni, XI

Uomo donna corda della tenda carta pietra refrattaria
è
la luce
dalla
strada che entra uniforme
o il vento
d'autunno
che ci buca le ossa?

mercoledì 27 settembre 2017

Autoritratto in uno specchio convesso


francesco-mazzola-detto-il-parmigianino-autoritratto-allo-specchio-convesso-1524-ca-vienna-kunsthistorisches-museum2

Parmigianino, Autoritratto allo specchio convesso, 1524
Vienna, Kunsthistorisches Museum

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JOHN ASHBERY

AUTORITRATTO IN UNO SPECCHIO CONVESSO

Come lo fece Parmigianino, la mano destra
più grossa della testa, spinta verso l’osservatore
e graziosamente in rientranza, come a proteggere
ciò che mostra. Qualche lastra piombata, vecchie travi,
pelliccia, mussola arricciata, un anello di corallo concorrono
in un movimento che sorregge il viso che nuota
avanti e indietro come la mano
soltanto che è in riposo. È quel che
è sotto sequestro. Dice il Vasari:” Francesco un giorno
si mise a ritrarre se stesso, guardandosi
in uno specchio da’ barbieri di que’ convessi…
Fatta fare una palla di legno al tornio,
e quella divisa per farla mezza tonda,
e ridotta alla grandezza dello specchio, in quella
si mise con grande arte a contrafare tutto quello
che vedeva nello specchio.”
Principalmente la sua immagine riflessa, di cui il ritratto
è il riflesso asportato.
Lo specchio preferì riflettere solo ciò che egli vedeva,
cosa che era sufficiente al suo scopo: la sua immagine
invetriata, imbalsamata, proiettata a un angolo di 180°.
L’ora del giorno o la densità della luce
aderendo al suo viso lo mantiene
vivo e intatto in un’onda perennemente
in arrivo. L’anima prende posto.


(Traduzione di Aldo Busi)



domenica 10 settembre 2017

Madonna Litta


litta

Leonardo da Vinci (attribuito), Madonna Litta, 1490-1491
San Pietroburgo, Museo dell’Ermitage

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MASSIMO PAROLINI

MADONNA LITTA

                                                            a L. da Vinci,


pietosa madre di un fragile dio
? quale latte possiede il tuo seno
a saziare l’eterno che nasce
da un ventre confuso di avorio e placenta?
quale luce di fonte divina
ti rende radiosa aldilà di ogni forma?
Paracleto ha ricamato il tuo grembo
soffiato e fiammato con orme di verbo…
ardendo ha plasmato un embrione ()
bucaneve lirico spuntato a mondare
l’afrore di un’umanità incinta del male______

(da La via cava, LietoColle, Parè, 2015)

sabato 2 settembre 2017

Città di sogno


Klee

Paul Klee, Città di sogno, 1921
collezione privata

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ADOLFO BURRIEL

CITTÀ DI SOGNO

(1921, di Paul Klee)

Il mio cuore
è un paesaggio di ricordi,
una città di lune,
il tuo è oggi
sogno di un fiume che ci sfugge
e del deserto,
stanza che si leva tra le pieghe
di un miracolo invocato,
cieli in fuga,
sinfonia rapita
dal colore.

(da Quadri di un’esposizione, Veruela, 2007)