venerdì 18 gennaio 2019

La sedia di Van Gogh/3


Vincent Van Gogh, La sedia di Van Gogh, 1888
Londra, National Gallery

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CARLOS PINTADO

UNA CASA DI ARLES

Nulla commuove più di quella sedia,
Che il pittore ha lasciato incompiuta,
Immaginandosi forse il diffuso
Aggrovigliarsi della luce, l'incubo
Di vivere con un orecchio solo.
Nulla turba il dipinto; l'agonia
La mettiamo noi stessi; l'agonia
Di lui non c'è. La sedia tanto incerta
Continua il suo tempo immobile e sola.
Poco importa la pipa che figura
Imprendibile al fumo che non può
Alzarsi dal disegno. Triste e sola
Deve stare per sempre nel dipinto,
La sedia che altra sorte non può avere.

domenica 6 gennaio 2019

Allegoria della castità


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Lorenzo Lotto, Allegoria della castità, 1505
Washington, National Gallery

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ANÍBAL NÚÑEZ

DISPUTA DI ERUDITI DAVANTI AL “SOGNO DELLA DONZELLA”

Lorenzo Lotto

"Il nostro quadro presenta, sotto una luce sfuggente,
un bosco dove due satiri incorniciano
- in grazioso contrasto - una figura
che, se piovesse oro, sarebbe Danae..."

"Ma sono fiori quelli che piovono
sull'amata del poeta:
Laura, dice l'alloro, è la donzella
il cui atteggiamento di maniera
non ha potuto esprimersi appieno..."

Atteggiamento che sarebbe sprezzante
se il dipinto udisse.

venerdì 28 dicembre 2018

Sant’Agata/3


Francisco de Zurbarán, Sant’Agata, 1630-1633
Montpellier, Museo Fabre

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GONZALO MILLÁN

DOMANDE E NOTE

È forse Sant'Agata una perla della certosa?
Dimenticare il seno è un esempio difficile da seguire
anche per un monaco della Madonna della Mercede.
Tenteranno ancora qualcuno questi seni dolorosi?
Convivono nello stesso seno crudeltà e dolcezza?
Un solo seno è un circolo vizioso.
Due, l'infinito, una lemniscata.
Come un nastro rosa a forma di otto
e i capezzoli come due assi.

sabato 22 dicembre 2018

Guernica/2


Pablo PIcasso, Guernica, 1937
Madrid, Museo Reina Sofia

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VALENTINO ZEICHEN

GUERNICA, 1937

di Pablo Picasso

Allucinante come la
tela dello schermo;
si accende e si spegne
tra flash intermittenti
sprigionati dal fosforo
delle bombe degli Stukas.
Sopravvivono soltanto
i contorni delle cose:
i tratti d’un cavallo,
i filamenti d’una lampadina,
spettri di ex cose.
Un capolavoro incompiuto
finché non gli si compara
un quaderno di ermeneutica;
interruttore critico
che scatta e gira,
gira da elica dell’idea

martedì 4 dicembre 2018

Incuneandosi nell’abitato


Crali

Tullio Crali, Incuneandosi nell’abitato, 1939
Rovereto, MART

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VALENTINO ZEICHEN

INCUNEANDOSI NELL'ABITATO, 1939

di Tullio Crali

Presagi di guerra imminente;
si mobilitano anche gl’ismi:
Neocubismo contro Neofuturismo.
Una fantasia bellica
truccata a raid sportivo
trasvola l’Atlantico.
La cabina di pilotaggio
sfaccetta come un cristallo
configura l’occhio orientabile
d’un insetto preistorico.
Quella sagoma oscura
interna alla trasparenza
ne è il cervello ai comandi.
L’aereo è in picchiata
si incunea fra assiometrici
grattacieli di N.N.
L’arretrata tecnica fascista
non allarma gli invisibili nemici,
avendo essa per scienza
solo la gonfia retorica
e non il veggente radar.

mercoledì 28 novembre 2018

Ritratto di principessa estense


Цифровая репродукция находится в интернет-музее Gallerix.ru

Pisanello, Ritratto di principessa estense, 1435-1445
Parigi, Louvre

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JESÚS PONCE CARDENAS

L’AMARA VISIONE DI GINEVRA D’ESTE – PISANELLO

Anima quasi di un’età agonizzante.
- Antonio Zayas

Lascia ogni speranza o un lieve sopore
tra le grasse violette
e gli  asfodeli addormentati.
Immersa in un ovale di luce malata,
osserverai tre presagi che solcano
i sentieri impercettibili dell’aria.
Con una briciola di giovani profumi,
il pieghettarsi di una fiamma moribonda
circonda le tue nevi stanche
come un alone d’acqua fa sorgere
le perle che nel loro tumulo
di madreperla sognano con il rigido ginepro.
Sotto i cieli affaticati del pomeriggio daresti
un lampo di lino,
cimieri, paramenti, ricami,
gigli a piene mani
per cingere il tuo cranio
tra lapidi serene.
Il sorriso già fioco
o un leggero canto per la morte.

martedì 20 novembre 2018

La montagna Sainte-Victoire


1900

Paul Cézanne, La montagna Sainte-Victoire, 1904-06
Zurigo, Kunsthaus

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STÉPHANE D’AMOUR

HANDKE E CÉZANNE I

Seguendo la lenta lezione che ne deriva:
non la fluidità delle forme
ma la solidità dei colori:
Handke viene alla montagna di Sainte-Victoire
portando una montagna scintillante suoi suoi passi
che continua dove la sua strada la sua
solitudine si fanno paesaggio: Cézanne non lascia
sbaragliare dal calcare la lucentezza
che la sua tavolozza trattiene e  tiene il suo cappello
che nessuno vede scivolare
sull’immagine calda
del modello:
tra le mani ravvicinate che formano un paesaggio.