lunedì 17 giugno 2019

I cavalli di Nettuno




Walter Crane, I cavalli di Nettuno, 1892
Monaco, Neue Pinakothek

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MERCEDES ROFFÉ

I CAVALLI DI NETTUNO


Come le zampe di gallina
crespate
gli zoccoli
di quei puledri marini:
il carro  di Nettuno
le barbe
come criniere
le criniere, creste
e come zagare le perle
adornano i colli
gli occhi iniettati
le fauci
le gengive
paura o tremore
panico o rabbia
puledri del mare
violenti
schiavi della schiuma
(da “L'opera fantasma”, 2005)

domenica 9 giugno 2019

La Maja vestida



Francisco Goya, La Maja vestida, 1800-1808
Madrid, Museo del Prado


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KIM CHONSU

L'URLO DI GOYA


La parola latina "Ars" ha legato  
Rubens,   
è contento di essere legato.  
Van Dyke,  
Tintoretto,  
Velazquez, tutti loro  
gridano che l'"Ars" ha fatto sì che il mondo  
rinascesse daccapo  
A Toledo ho sentito El Greco  
dire la stessa cosa.  
Lo ha sussurrato nella buia stanza interna  
della casa che aveva preso in affitto.  
Solo Goya ha sentito il dolore  
della catena di ferro  
che gli mangiava la carne.  
Maja, la donna che "Ars" creò,  
si è tagliata la testa,  
e un giorno  
i contorni dei suoi ritratti si consumavano  
come il Gesù di Rouault.  
Non hanno nemmeno lo sfondo.  
Vai a guardare!  
Il suo grido scuote  
il Prado anche adesso.  

venerdì 24 maggio 2019

Ultima cena



Leonardo da Vinci, Ultima cena, 1495-1498
Milano, Santa Maria delle Grazie

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DANIEL CHIROM

LEONARDO E “L’ULTIMA CENA”

Su incarico di Ludovico il Moro
ho scandito per tre anni l’Ultima Cena.
Non ho commesso alcun errore,
fu una mia volontà che Cristo e i suoi apostoli
si disintegrassero con il tempo.
Sono sicuro che quando la cena sarà di nuovo servita
un altro Lodovico mi commissionerà di rifarla
finché il vino tornerà a scarseggiare.
Confido nell’eterna sete dell’uomo.

(da La diaspora, 1983)

sabato 18 maggio 2019

Sole in una stanza vuota / 2




Edward Hopper, Sole in una stanza vuota, 1963
collezione privata

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LOUIS EDWARD SISSMAN

PIÛ TARDI

Un vuoto bello e indicibile
di luce solare in stanze nude   
senza altro abitante che lui stesso:
l’alba e il tramonto della sua vita
avanzavano con moto rotatorio, un sole solitario
avvolgeva il gradino di granito,
su cui si trovava
dipinto da una luce che durò un giorno e poi si spense.
Dove convergono gli interni
dei suoi primi anni
sono passate compagnie di traslochi
con i loro camion
e hanno portato via gli oggetti del passato
- letti, tappeti, lampade, gente
documenti, cassettoni -
lasciandosi dietro un monumento tangibile
della sua vita e di come l’ha vissuta:
Fuori un albero verde stormisce
entrando in casa
dalla doppia finestra, formando rettangoli
color crema
sulla parete con la finestra e la parete
con la nicchia e sul
nudo parquet. Il sole del mattino
abita il vuoto
con luce americana.

martedì 7 maggio 2019

Il mare di ghiaccio




Caspar David Friedrich, Il mare di ghiaccio o Il naufragio della speranza 1822-1824
Amburgo, Kunsthalle

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CRISTINA PERI ROSSI

L’OCEANO GLACIALE


(Il mare di ghiaccio o Il naufragio della Speranza,
Caspar D. Friedrich)

Il ghiaccio rompe le sue mura
i suoi specchi i suoi cristalli
castelli demoliti
legname naufrago
il ghiaccio si liquefà
come precipitano le catastrofi
Si profila la chiglia di un iceberg
(fallo che indica le nuvole)
e lo scafo della nave si inclina
agonizza tra le lapidi di ghiaccio
(La casella del re è vuota
sulla scacchiera congelata)

La speranza è naufragata
nel frastuono degli specchi.

sabato 27 aprile 2019

Auoritratto - Rembrandt/2



Rembrandt van Rijn, Autoritratto, 1660
New York, Metropolitan Museum of Art

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CRISTINA PINA

AUTORITRATTO


Cosa ti resta da dire!
Lo stesso sguardo
che tutto ha saputo
da sempre,
il rictus della fine,
quelle rughe dolorose
e profonde.

Attraverso i gesti parli,
Rembrandt van Rijn,
pieno di saggezza e amarezza:
la canizie sui capelli ricci,
il glorioso berretto nero,
la luce rozza sulla fronte.

(da La grande bellezza)

martedì 16 aprile 2019

Notre-Dame


Cattedrale di Notre-Dame, XII secolo
Parigi, Notre-Dame, 4° Arrondissement

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GÉRARD DE NERVAL

NOTRE-DAME

Notre-Dame è molto antica: la si vedrà forse
Seppellire tuttavia Parigi che ha visto nascere;
Ma, tra un migliaio di anni il Tempo assalirà
Come un lupo con un bue, questa carcassa pesante,
Torcerà i suoi nervi di ferro, e dopo un dente sordo
Rosicherà tristemente le sue vecchie ossa di pietra!

Allora uomini da tutti i paesi della terra
Verranno a contemplare la sua rovina austera,
Sognatori, rileggendo il libro di Victor:
- Allora crederanno di vedere la vecchia basilica,
Tutto quel che c'era di potente e bello,
Levarsi davanti a loro come l'ombra di un morto.