mercoledì 15 febbraio 2017

Scompartimento C, Carrozza 293/2

 

Edward Hopper, Scompartimento C, Carrozza 293, 1938
New York, IBM Corporation Collection

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ERNEST FARRÉS

COMPARTMENT C, CAR 293, 1938

Viso severo, capelli
più o meno rossi, occhi
con un luccichio di introversione,
carnagione al picco della vita, atteggiamento
guardami-finché-non-ti-annoi
vestito nero che le stringeva i seni
e un gioco di gambe lunghe in piena facoltà,
era, a dirla tutta, una donna attraente
e, nel senso moderno del termine, «indipendente».

Quelle ore morte del treno erano propizie
a lanciare sguardi furtivi alla donna
che sedeva all’altro lato del corridoio. Leggeva,
la povera, con tanta concentrazione
che il pomeriggio passava e ignorava
che gli ultimi raggi del sole si incollavano dorati
ad ovest sulla volta infinita del cielo.

mercoledì 1 febbraio 2017

Ragazza alla finestra

 

Ragazza

Salvador Dalí, Figura alla finestra, 1925
Madrid, Museo Reina Sofia

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MAGDALENA BOYADZHEVA

LA FINESTRA

Dedico questa poesia al mio pittore preferito -
Il Padre del Surrealismo, Salvador Dalí/

Talvolta guardo dalla finestra,
contemplando le nuvole nel cielo.
Sogno di essere un uccello e volo
tra le nuvole di un dipinto,
di un dipinto ad olio.
Sogno di essere piena di nuvole,
di schiuma e scogli,
di acqua e sabbia...
Sogno che del mare
sono innamorata.
Sogno ad occhi aperti...

sabato 14 gennaio 2017

Lo stagno delle ninfee

 

Monet

Claude Monet, Lo stagno delle ninfee, armonia verde, 1899
Parigi, Musée d'Orsay

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AÏCHA BASSRY

IL PONTE GIAPPONESE

Lì c'era la vita:
L'erba era contenta del suo splendido verde,
Il sole brillava accarezzando l'acqua,
I lillà imploravano il cielo,
Il ponte si gloriava dell'abbraccio alla corrente…
Ma qualcosa mancava,
…c'era un vuoto dal lato sinistro,
Nella parte inferiore del quadro,
La mia borsa abbandonata sull'erba
Indicava che lì c'ero io…
Forse il pittore si è dimenticato di dipingermi!
Forse l'ombra ha divorato tutto il mio biancore!
Forse mi sono ricordata di non essere
Che l'ombra di un corpo passeggero
E quando se ne va, anch'io vado

mercoledì 4 gennaio 2017

Ragazza con l’orecchino di perla / 4

 

Jan Vermeer, Ragazza con l’orecchino di perla, 1665
L’Aja, Mauritshuis

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CARLOS PUJOL

COME SE USCISSI DALLA NOTTE

È come se uscissi dalla notte
travestita per gioco e mi guardassi
facendo una domanda. Chi sei?
Riconosco la perla
e il fremito dei tuoi occhi,
sotto il turbante blu zaffiro
e giallo limone;
ma di te preferisco non sapere,
temendo che la vita che ti ho dato
sia anche la mia vita e il suo segreto.

giovedì 29 dicembre 2016

Ritratto d’uomo

 

Antonello da Messina

Antonello da Messina, Ritratto d'uomo, 1476
Torino, Museo civico d'arte antica

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ÁLVARO CUNQUEIRO

RITRATTO: “TESTA DI UOMO”
DI ANTONELLO DA MESSINA

Qualcuno ha detto che il suo sguardo è sprezzante.
Indifferente sorride alle generazioni che passano
e giudica, senza darlo a vedere,
e senza che possiamo sospettare che forse porta
il peso degli omicidi nella sua coscienza.
L'uomo, un non so che di lussurioso,
una sottile crudeltà, uno spiarti
da qui fino in fondo al sangue e ai giardini
del pensiero, e del sogno. Si burla
dei secoli e degli angeli, e di tutto
quello che non dura, perché lui è eterno.

sabato 10 dicembre 2016

City sunlight

 

City Sunlight

Edward Hopper, City sunlight, 1954
Washington, Hirshhorn Museum and Sculpture Garden

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EVA MURARI

LA CITTÀ DIVENTA GIALLA

La città diventa gialla,
bianca e azzurra
nella luce della sera.
Apro la finestra.
Guardo un libro su Hopper che mi hai prestato
e penso che talvolta mi immagini
seduta nel soggiorno
attraverso le tende mosse dalla brezza.

sabato 3 dicembre 2016

I coniugi Arnolfini / 4

 

Jan Van Eyck, I coniugi Arnolfini, 1434
Londra, National Gallery

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MARÍA MERCEDES CARRANZA

QUI CON LA SIGNORA ARNOLFINI

Bene, signora Arnolfini, è
tempo che si decida.
Va benissimo
che guardi suo marito con occhi di
oh che begli abiti comprati per me
ma è l'ora di avere suo figlio
e di mangiare le arance,
perché non tutto è dolce
e felice come Dio ha voluto
e all'improvviso le arance cominciano
- dico - a puzzare. Non
mi spiego perché continui a posare,
se anche Van Eyck stesso è stramorto
e il suo Pinocchio  - pardon - suo marito non è più
l'abito della sua anima, anche perché
è noto che ultimamente le signore
preferiscono altre fibre.
Venda il suo palazzo e i suoi gioielli
e giri il mondo in autostop; beva
la pausa che rinfresca, compri
quello che prima o poi sarà
un Philips e legga il Reader´s Digest;
si dedichi a una collezione di portachiavi e
si sottoponga a chirurgia plastica; poi
inghiotta barbiturici. Faccia qualcosa signora
perché non la veda morire tra memorie tristi,
come capita ai colombi
in Piazza della Signoria.