venerdì 31 luglio 2020

Banchetto nuziale



Pieter Bruegel, Banchetto nuziale, 1567
Vienna, Kunsthistorisches Museum

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WILLIAM CARLOS WILLIAMS

BANCHETTO NUZIALE

  Mesce il vino lo sposo
mentre davanti a te
la sposa è sul trono i suoi
capelli sciolti sulle tempie
un fascio di grano maturo
è sulla parete dietro di lei
gli ospiti seduti alla lunga tavola
le cornamuse sono pronte
c’è un segugio sotto
il tavolo è presente
il sindaco con la barba donne
nelle loro cuffie
inamidate chiacchierano
di tutto ma la sposa
con le mani
incrociate sul grembo è
stranamente silenziosa
piatti stanno per essere serviti
latte cagliato e qualcos’altro
da un vassoio
una porta scardinata
del granaio da due aiutanti
uno in giacca rossa
un cucchiaio nella falda del cappello.

lunedì 20 luglio 2020

Minotauro che accarezza una donna che dorme/2


Picasso
Pablo Picasso, Minotauro che accarezza una donna che dorme, 1933
Ottawa, National Gallery
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MANUEL KNEEPKENS
PICASSO

        
 Il Minotauro è un bugiardello di Creta
         Chiedilo a Pablo Picasso
         Che perciò si firma

Creta, dove il sole accarezza le barbe
di ridenti, inebriati amanti, esuberanti!
E in più, vicino alla costa,

si rotolano i delfini sui reciproci musi,
gli amiconi del Mediterraneo,
raccoglitori di spugne

che si tuffano con occhi aperti e stupefatti
verso polipi & anemoni di mare
& la surreale madre-perla delle conchiglie

Peccato che Creta sia una menzogna cretese
ciò nega testardamente il lato oscuro di Creta
(e così anche di Pablo Picasso)

questo labirinto cubista del Minotauro
questo mostro
dal quale io ho voluto fuggire

io
I
      C
A
      R
U
      S
un ragazzo solare con ali di inabilità

sabato 11 luglio 2020

Danza di contadini




Pieter Bruegel il Vecchio, Danza di contadini, 1568
Vienna, Kunsthistorisches Museum

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WILLIAM CARLOS WILLIAMS

LA DANZA

Nel grande dipinto di Bruegel, La Danza,
i danzatori girano girano girano,
gli strilli gli squilli e la coppia di cornamuse
una tromba e i violini
ribaltando le loro pance
(rotonde come i panciuti boccali
confiscati al lavaggio)
i loro fianchi e le loro trippe
sbilanciate tutt’intorno.
Scalciando e rotolando nella fiera,
dimenando i loro culi,
quegli stinchi devono essere ben solidi
per resistere ad una frenesia
così smisurata di balzare e di danzare
nel grande dipinto di Bruegel, La Danza.

martedì 30 giugno 2020

Sacra Famiglia con angeli




Rembrandt van Rijn, Sacra Famiglia con angeli, 1645
San Pietroburgo, Ermitage


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FINA GARCÍA MARRUZ

LA SACRA FAMIGLIA

Il libro sacro narra
il prodigio. Lascia stare
il libro, mi sembrava
che il Bambino piangesse!
Calda, color legno,
la veglia di oro brunito.
Intanto, Giuseppe pialla
come se suonasse l’arpa.

venerdì 26 giugno 2020

Natura morta con mele



Paul Cézanne, Natura morta con piatto di frutta, 1895-1898
New York, Museum of Modern Arts

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XAVIER VILLAURRUTIA

CÉZANNE 1839-1906

Luglio scioglie in vapore
i vetri delle finestre
dell'acqua e dell'aria.
Nel girasole bianco e blu della tovaglia
i frutti assumono pose eterne
per l'occhio e per il pennello.
Con le arance dai pori aperti
le mele si colorano troppo,
e le pesche, per la loro buccia di quindici anni,
fanno voglia di accarezzarle.
Le pere grosse hanno rotolato
il loro marmo trasparente
lontano delle pere lentigginose
e delle noci rugose.
Fa caldo! Tuttavia
che peccato bere la “natura morta"
che hanno lasciato nel bicchiere.

venerdì 5 giugno 2020

Tre campanule bianche



Paul Klee, Tre campanule bianche, 1920

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MARGHERITA GUIDACCI

TRE CAMPANULE BIANCHE

ad Annarosa

Poiché il fiore era falso ma la pietra era vera
ci concentrammo sulla pietra:
spigoli schegge macchie asperità.
Ad essa ci aggrappammo, la stringemmo
negando ogni altro scampo.
Pure, nel fondo della mente, ancora
ritornava un effluvio, un tremolio
di petali leggero - tre campanule bianche
nel cantuccio di un quadro di Klee.
Noi cercavamo disperatamente
di non badarvi, e sapevamo bene
che ne saremmo morti.

venerdì 29 maggio 2020

Saskia in veste di Flora




Rembrandt van Rijn, Saskia in veste di Flora, 1635
Londra, National Gallery

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FINA GARCÍA MARRUZ

SASKIA IN VESTE DI FLORA

- Perdio, è mia figlia
la mia Saskia, vestita così!
Lei che nelle sante ore
del mattino, i capelli
arruffati dallo sforzo, si piega
fino a terra per pulire bene
il pavimento, si è lasciata
ritrarre tra quelle sete
e quei damaschi!
L'infelice impugna
il suo scettro per poche ore!
Non sta bene, no, che riempie
la testa alla mia Saskia
di quei fiori avidi
così regalmente intrecciati!
Lascia stare la mia Saskia,
che non è Flora né la dea
che sembra!
-Ah, quella sua giovinezza
non mi è sembrato strano, mia Signora,
accettarla!
Guardi con quanta
timida grazia raccoglie il mantello,
che sul punto d'essere madre di una dea
sembra la sua ragazza!
Solo è leggero il suo stupore.