giovedì 22 marzo 2012

Stanza d’albergo / 1

 

Edward Hopper, “Hotel Room”, 1931
Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza

.

LARRY LEVIS

EDWARD HOPPER, HOTEL ROOM, 1931

La ragazza è ancora seduta sul letto,
Guarda giù. La stanza è così stretta e lei continua
A tenere i gomiti appoggiati sulle cosce nude,
Come se ciò la potesse aiutare.
Indossa, ora, solo una corta sottoveste arancione
Che scende fino alla vita ma non
Consola il suo corpo trascurato.
Dovrebbe dormire, adesso, a parte tutto.
E il suo volto, in ombra,
È più silenzioso di questo dipinto, di ogni
Dipinto: vi si legge la tristezza, bianco scafo
Di una nave che attraversa, lenta, le pietre di un molo,
Anche se non c'è oceano per mille miglia,
E fuori da questa stanza posso immaginare soltanto il Kansas:
Il suo grano, i silos anneriti, e, oltre,
Le pianure che ti guardano fisso finché
Un giorno tua madre, in ginocchio sulle esalazioni
Di un pavimento di legno, comincia a ridere forte.
Quando la visiti, vedi la stessa erba secca
Intorno al bordo del ricovero, e qualche falena,
Bianca e sfacciata, sui mattoni umidi, là,
Dove ora vive. Non ti
Riconosce mai.
Hai venduto la casa, e messo all'asta ogni cosa
Della casa, finché
Ti sono rimasti una borsa, un paio di scarpe nere
Adatte, e un bel vestito a fiori. C'è un assegno
Tra le tue mani e le ginocchia nude, per tutto —
La terra e il grano di cui non ti è mai importato,
Che non hai mai toccato, o perché.

*

Pensi alle curve, agli archi lenti e leggeri
Dei porti in California: Half Moon Bay,
Malibu, nomi che sembrano spogliarsi
Quando li dici, spiagge che restano bianche
Finché non ci vai. Eppure, hai trentacinque anni,
E non sei troppo vecchia per essere una donna sola,
Che viaggia verso ovest con una borsa sul suo grembo grigio
Mentre tutto il Kansas muore nel suo sguardo…

*

Ma non sei mai partita, non ti sei mai svegliata
Per andare giù per Grain Street fino alla stazione scintillante,
Non hai mai guardato fuori le rotaie gelide, non hai aspettato
Che il treno sbuffasse il suo fumo nero
Nel cielo come qualcosa di importante.
E adesso è troppo tardi per te. Adesso nessuno,
Sollevando il bavero contro il freddo
camminando a ridosso delle bianche facciate delle case,
Inondate da un sole pieno, sa perché
Hai continuato a sedere qui per quarant'anni, tutta sola,
Quasi fuori dal dipinto, mezza nuda.

 

(da The Dollmaker’s Ghost , Carnegie Mellon University Press, 1981)

Nessun commento: