martedì 12 febbraio 2013

La falciatura

 

 

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Pieter Bruegel, La falciatura
Praga, Lobkovický palác

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WILLIAM CARLOS WILLIAMS

LA FALCIATURA

La viva qualità
della mente dell'uomo
spicca

e le sue velate asserzioni
per l'arte, l'arte, l'arte!
pittura

che il Rinascimento
tentò di assorbire
ma

restò un campo di grano
su cui il
vento scherzava

uomini con falcetti che abbattono
il grano in
file

spigolatoti affaccendati
era il suo -
le gazze

i cavalli pazienti nessuno
poteva portarglielo
via

 

(da Quadri da Brueghel, 1963)

martedì 5 febbraio 2013

Danza nuziale

 

 

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Pieter Bruegel, Danza nuziale, 1566
Detroit, Detroit Institute of Arts

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WILLIAM CARLOS WILLIAMS

BALLO DI NOZZE ALL’APERTO

Disciplinati dall'artista
a girare
e girare

bardati a festa
una turba sfrenata
di contadini con le loro

chiappute sgualdrinelle
empie
la piazza del mercato

dove spiccano donne
in bianche
cuffie inamidate

ballano a gambe levate o s'avviano
apertamente verso
il bosco

in giro e in tondo
con grosse scarpe
e brache contadine

a bocca aperta
Ohià!
spassandosela a più non posso

 

(da Quadri da Brueghel, 1963)

mercoledì 9 gennaio 2013

Acquazzone improvviso

 

 

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Hiroshige Utagawa, Acquazzone improvviso sul ponte di Shin-Ohashi e Atake
New York, Brooklyn Museum

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WISLAWA SZYMBORSKA

GENTE SUL PONTE

Strano pianeta e strana la gente che lo abita.
Sottostanno al tempo, ma non vogliono accettano.
Hanno modi per esprimere la loro protesta.
Fanno quadretti, ad esempio questo:

A un primo sguardo nulla di particolare.
Si vede uno specchio d’acqua.
Si vede una delle sue sponde.
Si vede una barchetta che s’affatica.
Si vede un ponte sull’acqua e gente sul ponte.
La gente affretta visibilmente il passo
perché da una nuvola scura la pioggia
ha appena iniziato a scrosciare.

Il fatto è che poi non accade nulla.
La nuvola non muta colore né forma.
La pioggia né aumenta né smette.
La barchetta naviga immobile.
La gente sul ponte corre
proprio là dov’era un attimo prima.

È difficile esimersi qui da un commento:
Il quadretto non è affatto innocente.
Qui il tempo è stato fermato.
Non si è più tenuto conto delle sue leggi.
Lo si è privato di influenza sul corso degli eventi.
Lo si è ignorato e offeso.

A causa d’un ribelle
un tal Hiroshige Utagawa
(un essere che del resto
da molto, come è giusto, è scomparso)
il tempo è inciampato e caduto.

Forse non è che una burla innocua,
uno scherzo della portata di solo qualche galassia,
tuttavia a ogni buon conto
aggiungiamo quanto segue:

Qui è bon ton
apprezzare molto questo quadretto,
ammirarlo e commuoversene da generazioni.
Per alcuni anche ciò non basta.

Sentono perfino il fruscio della Pioggia,
sentono il freddo delle gocce sul collo e sul dorso,
guardano il ponte e la gente
come se là vedessero se stessi,
in quella stessa corsa che non finisce mai
per una strada senza fine, sempre da percorrere,
e credono nella loro arroganza
che sia davvero così.

 

(da Gente sul ponte, 1986)

venerdì 4 gennaio 2013

Notturno salentino

 

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Vincenzo Ciardo, Notturno salentino, 1961
Collezione privata

 

 

VITTORIO PAGANO

PER UN PAESAGGIO DI CIARDO

Leuca d’un’ansia (o un’ala) si contiene
fremida al bordo sonnacchioso – e i morti,
nel corvo sbatacchiato, sono morti
ieri?... Vedrai blandirli le Sirene.

O gli olivi. Ed allora, azzurre vene
scoppiano, roccia e mare, e lampi assorti
le confidano all’ocra, ove tu porti
voglie d’estasi antiche (cantilene…)

– antiche. Oh Leuca! Nel riquadro l’oro
si scialba, e solo un cuore fa cornice
alla tela di sonno che ti finge…
E abbiamo noi, rigurgito canoro,
le Sirene negli occhi – èsca felice
ai morti, al sogno d’una nostra Sfinge.

sabato 29 dicembre 2012

Il pensatore

 

Auguste Rodin, “Il pensatore”, 1880
Parigi, Musée Rodin

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JOSÉ EMILIO TALLARICO

LE PENSEUR - 1880

Con la posa forzata
nessun orizzonte si intreccia.
Amaro re che liba nei ruscelli dell’infanzia.
Mole, immobilità da cui non ci si affranca
(una fonte di naiadi sbaraglia il futuro).
Strano re: come si può essere e non essere al contempo?
Chi forgia il pensiero?

venerdì 7 dicembre 2012

Cappella di San Brizio

 

 

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Luca Signorelli, Affreschi nella Cappella di San Brizio,
Duomo di Orvieto, 1499-1502

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AFFONSO ROMANO DE SANT’ANNA

PIÙ BELLEZZA, SIGNORE

Zio Lemos, umile servo e pastore,
nella sua vita così spodestata
ancora diceva: - Basta benedizioni, Signore!

In Toscana, in questo azzurro autunnale,
banchettando con il corpo e lo spirito
sorseggiando la gloria mistica dei santi
quasi arrivo a dire: - Basta benedizione, Signore!

Eppure, la mia anima insaziabile
sembra non accontentarsi mai, e implora:
"Più bellezza, più bellezza, Signore!"

E il Signore, impaziente, comanda;
entra in questa chiesa di Orvieto
e davanti agli affreschi di Luca Signorelli
inginocchiati e piangi.

lunedì 29 ottobre 2012

Natura morta con limoni

 

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Francisco de Zurbarán, Natura morta con limoni, arance e rosa, 1633
Pasadena, Norton Simmons Museum

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ADAM ZAGAJEWSKI

ZURBARÁN

Zurbarán dipinse
santi spagnoli
e nature morte,
li alternava,
e per questo gli oggetti
che giacciono sulle tavole massicce
delle sue nature morte
sono, anch’essi, santi.