.
Jacopo Bassano, 1540
I
II
III
.
Jacopo Bassano, 1540
I
II
III
.
.
Il pisciatoio entrò nei valori
della mentalità speculativa,
lo lasciarono insediarsi senza opporglisi;
anzi, l’aggiornato museo delle novità
gli riconobbe la stazza del capolavoro
neutralizzandone la portata eversiva.
Gli sciocchi di tardiva indignazione
denunciarono inutilmente lo sberleffo.
Quella forma rovesciata, svincolata dalla funzione
che ne costituiva la memoria irriverente
assurse al summit delle linee pure
gratificando l’idealismo dei fabbricanti dei cessi.
Il prezzo dell’opera si moltiplicò
per una catena di zeri, l’eccesso di quotazione
le impedì di evadere per sempre.
La petizione di grazia
per un criminale detenuto a Sing Sing
avrebbe avuto maggiori possibilità
che non la liberazione del ready made
dall’ergastolo del museo.
Per la critica l’opera
manifesta disturbi d’identità
dovuti alla lunga detenzione.
L’alchimista che l’ha in cura
desume dall’autografo Mutt: mutter,
e perché no, Mammona?
I critici non si attengono fedelmente
ai meriti della sua impertinenza
ma inseguono significati esoterici
perfino nei duplicati delle sue opere.
A Trafalgar Square,
(da Qualche parola, 1976)
Non più rosso
delle sue labbra gonfie
il velluto rosso
del cappello elegante.
Non più chiaro
delle sue guance fresche
il velo che il collo
gentile scopre.
Non più bianco
del vago sorriso
delle labbra chiuse,
il collarino leggero.
Solo più scuro
dei suoi occhi velati,
il nero ovale
persistente, dello sfondo.
.
.
Che succeda qualcosa nella parte nascosta della tela:
un delitto per esempio, e sulla scena
occhi arrovesciati e un orecchio bendato.
Tutto è successo come in un giorno senza data.
Solo così ci dai fiducia
che la colpa non è del coltello che mutila,
ma dalla mano che trae, da un delitto, gloria.