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sabato 19 settembre 2020

Giochi di bambini

 

Pieter Bruegel, Giochi di bambini, 1560
Vienna, Kunsthistorisches Museum



WILLIAM CARLOS WILLIAMS 
GIOCHI DI BAMBINI

I

Qui c’è il cortile di una scuola
gremito
di bambini di tutte le età

vicino ad un villaggio
su un piccolo rivo
serpeggiante sul quale alcuni ragazzi

stanno nuotando
a culo nudo
o scalando un albero frondoso

tutto è movimento
vecchie donne si occupano
dei piccoli pesci dietro

una processione nuziale un
battesimo nelle vicinanze
una chinata

grida
in una vuota
botte di legno

II

Ragazzine
ruotano le loro gonne
finché diventano piatte

trottole girandole
corrono nel vento
tre giocattoli

farli girare con un pezzo di spago
i moscacieca seguono il capo
trampoli alti e bassi

la lippa e
canestri appesi
per le ginocchia eretti

a testa in giù
si arrischiano una dozzina
sul didietro scalciando

tutti insieme i piedi
attraverso i quali
un ragazzo deve passare

correre il cerchio o
costruire con mattoni
abbandonati da un muratore

III

Gli scherzi disperati
di bambini
la loro

immaginazione equilibrio
e sassi che devono collocare
ovunque

e giocare a trascinare
giù l’altro
bendati

usare un peso
oscillante
con cui

accidentalmente
colpire le teste intorno
Brueghel osserva tutto

e con la sua feroce
ironia fedelmente
registra

venerdì 31 luglio 2020

Banchetto nuziale



Pieter Bruegel, Banchetto nuziale, 1567
Vienna, Kunsthistorisches Museum

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WILLIAM CARLOS WILLIAMS

BANCHETTO NUZIALE

  Mesce il vino lo sposo
mentre davanti a te
la sposa è sul trono i suoi
capelli sciolti sulle tempie
un fascio di grano maturo
è sulla parete dietro di lei
gli ospiti seduti alla lunga tavola
le cornamuse sono pronte
c’è un segugio sotto
il tavolo è presente
il sindaco con la barba donne
nelle loro cuffie
inamidate chiacchierano
di tutto ma la sposa
con le mani
incrociate sul grembo è
stranamente silenziosa
piatti stanno per essere serviti
latte cagliato e qualcos’altro
da un vassoio
una porta scardinata
del granaio da due aiutanti
uno in giacca rossa
un cucchiaio nella falda del cappello.

sabato 11 luglio 2020

Danza di contadini




Pieter Bruegel il Vecchio, Danza di contadini, 1568
Vienna, Kunsthistorisches Museum

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WILLIAM CARLOS WILLIAMS

LA DANZA

Nel grande dipinto di Bruegel, La Danza,
i danzatori girano girano girano,
gli strilli gli squilli e la coppia di cornamuse
una tromba e i violini
ribaltando le loro pance
(rotonde come i panciuti boccali
confiscati al lavaggio)
i loro fianchi e le loro trippe
sbilanciate tutt’intorno.
Scalciando e rotolando nella fiera,
dimenando i loro culi,
quegli stinchi devono essere ben solidi
per resistere ad una frenesia
così smisurata di balzare e di danzare
nel grande dipinto di Bruegel, La Danza.

lunedì 30 marzo 2020

Paesaggio con la caduta di Icaro /4


Bruegel,_Pieter_de_Oude_-_De_val_van_icarus_-_hi_res
Pieter Bruegel il Vecchio, “Paesaggio con la caduta di Icaro”
Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique
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TADEUSZ RÓZEWICZ

DIRITTI E DOVERI


Un tempo quando non so
un tempo pensavo di avere un diritto un dovere
gridare contro l’aratore
guarda guarda ascolta testone
Icaro cade
Icaro annega il figlio del sogno
lascia l’aratro
lascia la terra
apri gli occhi
là Icaro
annega
oppure quel pastore
che volge le spalle al dramma
alle ali al sole al volo
alla caduta
dicevo cechi
Ma ora quando ora non so
so che l’aratore deve arare la terra
il pastore custodire le greggi
l’avventura di Icaro non è la loro avventura
così deve finire
e non c’è nulla in questo
di sconvolgente
che un bel veliero continui a navigare
verso il porto di destinazione

1962

venerdì 26 gennaio 2018

Paesaggio con la caduta di Icaro / 3


Bruegel,_Pieter_de_Oude_-_De_val_van_icarus_-_hi_res

Pieter Bruegel il Vecchio, “Paesaggio con la caduta di Icaro”
Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique

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GUY GOFFETTE

ICARO SI RISOLLEVA, IV

Imbarcarsi senza ritorno, ecco cosa volevano,
gettare gli orologi nel primo giardino di strada
e non avere più che da contemplare il cielo
come il pastore che alza gli occhi

il ragazzo caduto nell’acqua verde. Non abbiamo
che una strada e i nostri piedi non vi possono
niente, pensavano. Icaro è morto, e Bruegel,
e noi stessi, come in marcia verso Ninive,

bocca chiusa, messaggio scordato, cercando
quel che avremmo dovuto dire e a chi parlare,
noi non siamo già più che una traccia
nella notte, la ricaduta di un sogno

tra le rotaie del presente, e che si cancella.

giovedì 4 gennaio 2018

Cacciatori nella neve / 2


Pieter Bruegel, Cacciatori nella neve, 1565
Vienna, Kunsthistorisches Museum

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RUTGER KOPLAND

INVERNO DI BRUEGEL

Inverno di Bruegel, colline con cacciatori
e cani, ai loro piedi la valle col villaggio.

Quasi a casa, ma il portamento stanchissimo, i passi
nella neve, un ritorno - sì - ma così lento,
quasi un arresto. Ai loro piedi ingigantisce
la profondità, si fa più ampia e lontana,
finché il paesaggio scompare in un paesaggio
che deve pur esserci, e c'è, ma soltanto

come esiste il desiderio.

Davanti a loro scende a picco un uccello nerissimo.
Derisione per quel faticoso tentativo di ritorno
alla vita laggiù: i bambini coi pattini sullo stagno,
le fattorie con le mogli in attesa e le bestie?

Vola una freccia ridendo al suo bersaglio.

domenica 20 agosto 2017

La mietitura


Mietitura

Pieter Bruegel, La mietitura, 1565
New York, Metropolitan Museum

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WILLIAM CARLOS WILLIAM

LA MIETITURA

Estate!
Il dipinto è organizzato
intorno a un giovane

mietitore che si gode il suo
riposo di mezzogiorno
completamente

rilassato
dalle fatiche del mattino
sdraiato

in effetti dormendo
sbottonato
sulla schiena

le donne
gli hanno portato il pranzo
forse

un po' di vino
si radunano a spettegolare
sotto un albero

la cui ombra
incurante
non condivide il

riposante
centro del
loro mondo di lavoro


martedì 22 dicembre 2015

Adorazione dei Magi / 2

 

Pieter Bruegel il Vecchio, Adorazione dei Magi, 1564
Londra, National Gallery

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WILLIAM CARLOS WILLIAMS

UNA NATIVITÀ DI BRUEGEL

Pieter Bruegel il Vecchio dipinse
una natività, dipinse un Bambino
appena nato
tra le parole.
Uomini armati
pesantemente armati
armati di
picche,
alabarde e spade
che sussurravano distogliendo gli sguardi,
arrivarono al punto
della questione
parlando al vecchio panciuto
dalla barba grigia (al centro)
lo zimbello dei loro commenti
guardandolo di traverso,
stupiti della scena,
come i più stupidi
soldati tedeschi alla fine
della Guerra
— ma il Bambino (come in un
catalogo illustrato
a colori) giace nudo sulle ginocchia
di sua Madre
- è una scena, abbastanza
autentica, che si verifica spesso
tra i poveri (saluto
l’uomo Bruegel che dipinse
quel che vide —
molte volte senza dubbio
tra i suoi stessi figli ma naturalmente
non in questo contesto)
Le teste con corone e mitre
dei tre uomini, uno di colore,
che erano giunti, ovviamente da lontano
(banditi?)
con ricche vesti
offrivano
per propiziare i loro dei
Avevano mani cariche di doni
—e occhi per le visioni
in quei giorni – e videro,
videro con i loro stessi occhi,
queste cose
per l’invidia dei soldati
Dipinse
il trambusto della scena,
i capelli trasandati
da vagabondo del vecchio nel
mezzo, le sue labbra incurvate —
— incredulo
che vi fosse tanto clamore
per una cosa semplice come un bambino
che nasce a un vecchio
e a una ragazza e una bella ragazza
per giunta
Ma i doni! (opere d’arte,
dove li avranno potuti prendere
o più facilmente
li avranno rubati?)
— come onorare altrimenti
un vecchio o una donna?
— i vestiti laceri dei soldati,
le bocche spalancate,
le ginocchia e i piedi
rotti da trent’anni di
guerra, dure campagne, le bocche
annaffiate per la festa
che è stata allestita
L’artista Pieter Bruegel ha visto
i due lati:
l’immaginazione deve essere nutrita —
e lui l’ha nutrita
imparzialmente.

martedì 6 gennaio 2015

Adorazione dei Magi

 

Bruegel

Pieter Bruegel il Vecchio, Adorazione dei Magi, 1564
Londra, National Gallery

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WILLIAM CARLOS WILLIAMS

L’ADORAZIONE DEI MAGI

Nella Natività
che ho già celebrato
il Bambino in braccio alla Madre

i Re Magi nel loro depredato
splendore
e Giuseppe e i soldati

del seguito
coi loro volti increduli
formano una scena copiata si può dire

dai maestri italiani
ma con una differenza
la maestria

nel dipingere
e la mente la mente piena di risorse
che concertò l'insieme

la mente vigile scontenta
di ciò che le chiedevano
e non poteva fare

fece buon viso al racconto e lo dipinse
con i colori
brillanti del cronista

gli occhi bassi della Vergine
come un'opera d'arte
per profonda devozione.

(da Quadri da Bruegel)

martedì 26 novembre 2013

La parabola dei ciechi

 

 

14 Bruegel - La parabola dei ciechi

Pieter Bruegel il Vecchio, La parabola dei ciechi, 1568
Napoli, Museo di Capodimonte

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WILLIAM CARLOS WILLIAMS

LA PARABOLA DEI CIECHI

Quest'orrendo e superbo dipinto
la parabola dei ciechi
senza un rosso

nella composizione mostra un gruppo
di mendicanti che si guidano
l'un l'altro

diagonalmente verso il basso
attraverso la tela
ruzzolando infine in un pantano

dove il quadro
e la composizione finiscono
nello sfondo non c'è anima viva

i visi dalle barbe
lunghe dei miserabili
con la loro povera

roba un bacile
per lavarsi si vede una casa
contadina e la guglia d'una chiesa

i volti sono levati
come a cercare la luce
non c'è un dettaglio estraneo

alla composizione ciascuno
segue gli altri bastone
in mano trionfante verso il disastro

(da Immagini di Bruegel e altre poesie, 1962)

domenica 7 aprile 2013

Cacciatori nella neve

 

Bruegel_hunters

Pieter Bruegel, Cacciatori nella neve, 1565
Vienna, Kunsthistorisches Museum

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WILLIAM CARLOS WILLIAMS

CACCIATORI NELLA NEVE

In tutto il dipinto è inverno
montagne ghiacciate
sullo sfondo il ritorno
dalla caccia è verso sera
da sinistra
robusti cacciatori conducono
la muta dei loro cani l’insegna della locanda
penzola da un
cardine rotto è un cervo ha un crocifisso
tra le corna il freddo
cortile della locanda è
deserto tranne un grosso falò
che brucia mosso dal vento alimentato da
donne che fanno gruppo
attorno sulla destra oltre
la collina figure di pattinatori
Bruegel il pittore
meticoloso di tutto ha scelto
un cespuglio piegato dalla neve in primo piano per
completare il dipinto

(da Immagini d Bruegel e altre poesie, 1962)

martedì 12 febbraio 2013

La falciatura

 

 

800px-Die_Heuernte

Pieter Bruegel, La falciatura
Praga, Lobkovický palác

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WILLIAM CARLOS WILLIAMS

LA FALCIATURA

La viva qualità
della mente dell'uomo
spicca

e le sue velate asserzioni
per l'arte, l'arte, l'arte!
pittura

che il Rinascimento
tentò di assorbire
ma

restò un campo di grano
su cui il
vento scherzava

uomini con falcetti che abbattono
il grano in
file

spigolatoti affaccendati
era il suo -
le gazze

i cavalli pazienti nessuno
poteva portarglielo
via

 

(da Quadri da Brueghel, 1963)

martedì 5 febbraio 2013

Danza nuziale

 

 

Pieter_Bruegel_de_Oude_-_De_bruiloft_dans_(Detroit)

Pieter Bruegel, Danza nuziale, 1566
Detroit, Detroit Institute of Arts

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WILLIAM CARLOS WILLIAMS

BALLO DI NOZZE ALL’APERTO

Disciplinati dall'artista
a girare
e girare

bardati a festa
una turba sfrenata
di contadini con le loro

chiappute sgualdrinelle
empie
la piazza del mercato

dove spiccano donne
in bianche
cuffie inamidate

ballano a gambe levate o s'avviano
apertamente verso
il bosco

in giro e in tondo
con grosse scarpe
e brache contadine

a bocca aperta
Ohià!
spassandosela a più non posso

 

(da Quadri da Brueghel, 1963)

lunedì 2 aprile 2012

Due scimmie incatenate

 

1145

Pieter Bruegel il Vecchio, Le due scimmie, 1562
Berlino, Gemäldegalerie

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WISLAWA SZYMBORSKA

LE DUE SCIMMIE DI BRUEGEL

Questo di maturanda è il mio gran sogno:
sul davanzale due scimmie incatenate,
fuori svolazza il cielo
e fa il bagno il mare.

In storia dell'uomo
balbetto e arranco.

Una scimmia osserva ironica la scena,
l'altra sembra appisolata -
e quando alla domanda resto ammutolita,
mi suggerisce
col quieto tintinnio della catena.

(da Appello allo Yeti, 1957)

*

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grazie a Beatrice Orlandini per la segnalazione

martedì 20 marzo 2012

Paesaggio con la caduta di Icaro / 2

 

Pieter Bruegel il Vecchio, “Paesaggio con la caduta di Icaro”
Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique

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WYSTAN HUGH AUDEN

MUSÉE DES BEAUX ARTS

Sulla sofferenza non erano mai in torto,
i Vecchi Maestri: come capivano bene
la sua umana posizione; come essa si svolga
mentre qualcun’altro mangia o apre una finestra o cammina annoiato;
come, mentre i vecchi attendono rispettosi e appassionati
la nascita miracolosa, ci siano sempre
bambini a cui non importa niente che essa avvenga, e pattinano
su uno stagno al limite del bosco;
non dimenticavano mai
che anche il tremendo martirio deve avere il suo corso
in qualche modo in un angolo, in qualche squallido posto
dove i cani continuano a vivere da cani e il cavallo del torturatore
si gratta l’innocente deretano contro un albero.

Nell’Icaro di Bruegel, per esempio: come ogni cosa si volge
del tutto tranquilla dal disastro; il contadino
può avere udito il tonfo, il grido desolato,
ma per lui non era un problema importante; il sole splendeva
come doveva fare sulle bianche gambe che scompaiono nel verde
dell’acqua; e la nave lussuosa e snella che aveva pur visto
qualcosa di sorprendente, un ragazzo che cade dal cielo,
sapeva dove andare e calma continuava a navigare.

(da “Collected Poems”, 1976)

lunedì 19 marzo 2012

Paesaggio con la caduta di Icaro / 1

 

Pieter Bruegel il Vecchio, “Paesaggio con la caduta di Icaro”
Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique

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WILLIAM CARLOS WILLIAMS

PAESAGGIO CON LA CADUTA DI ICARO

Secondo Brueghel
quando Icaro cadde
era primavera

un contadino arava
il suo campo
tutta la cerimonia

dell’anno era
in cammino formicolando
vicino

alla riva del mare
intenta
solo a sé

sudando nel sole
che fuse
le ali di cera

non lontano
dalla costa
c’era

un tuffo del tutto ignorato
era
Icaro che annegava.

(da “Immagini da Bruegel e altre poesie”, 1962)