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venerdì 24 maggio 2019

Ultima cena



Leonardo da Vinci, Ultima cena, 1495-1498
Milano, Santa Maria delle Grazie

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DANIEL CHIROM

LEONARDO E “L’ULTIMA CENA”

Su incarico di Ludovico il Moro
ho scandito per tre anni l’Ultima Cena.
Non ho commesso alcun errore,
fu una mia volontà che Cristo e i suoi apostoli
si disintegrassero con il tempo.
Sono sicuro che quando la cena sarà di nuovo servita
un altro Lodovico mi commissionerà di rifarla
finché il vino tornerà a scarseggiare.
Confido nell’eterna sete dell’uomo.

(da La diaspora, 1983)

venerdì 29 marzo 2019

Annunciazione

Leonardo da Vinci, Annunciazione, 1472-1475
Firenze, Galleria degli Uffizi

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VALENTINO ZEICHEN

ANNUNCIAZIONE

di Leonardo da Vinci

L’aeronautica divina invia
un superbo esemplare volante;
forse un arcangelo,
meraviglia della tecnica nelle ali
dall’elevata portanza,
ritratte in assetto frenante.
Osservate all’attaccatura
si direbbero protesi tratte
da un bestiario araldico.
Ma nonostante l’apparizione,
l’annuncio alla Vergine
deve correre dentro
un filo invisibile che
contiene il prodigio,
nascosto in un ulteriore
e ben protetto segreto
posto sotto falsa traccia.
si sorvola l’evento
immerso nella penombra
oltre il filare degli alberi,
il paesaggio in fuga invita
a gareggiare con la
trasparente lontananza.
Lo sguardo la insegue ma
trafigge vanamente l’aria;
poi, ormai cieco, desiste
per volgersi altrove e
ci svela una seconda nostalgia,
cosiddetta da “allontanamento”
dal luogo di partenza.

(da Metafisica tascabile, Mondadori, 1997)


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lunedì 25 giugno 2018

Ritratto di dama / 2


Leonardo da Vinci, Ritratto di dama, 1490-1495
Parigi, Louvre

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RAMÓN COTE BARAIBAR

BELLE FERRONIÈRE

Leonardo da Vinci

Non fu per il candore accecante
della neve
che distogliesti lo sguardo.
Donna ferita dall'amore,
protetta dal nastro nero che ti cinge la fronte
ti affacci decisa alla finestra della torre
provando a trattenere il pianto che solo il cuore sa produrre,
che solo l'illusione fa sorgere
Le allodole fugaci
che sorvolano la tua tristezza
non possono spegnere
il tizzone che brucia al fondo dei tuoi occhi.
Come se ti accusassero di dimenticare
ti volti a guardare con rabbia, con fierezza,
la voce una volta amata
che ora ti separa dalla neve.

domenica 10 settembre 2017

Madonna Litta


litta

Leonardo da Vinci (attribuito), Madonna Litta, 1490-1491
San Pietroburgo, Museo dell’Ermitage

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MASSIMO PAROLINI

MADONNA LITTA

                                                            a L. da Vinci,


pietosa madre di un fragile dio
? quale latte possiede il tuo seno
a saziare l’eterno che nasce
da un ventre confuso di avorio e placenta?
quale luce di fonte divina
ti rende radiosa aldilà di ogni forma?
Paracleto ha ricamato il tuo grembo
soffiato e fiammato con orme di verbo…
ardendo ha plasmato un embrione ()
bucaneve lirico spuntato a mondare
l’afrore di un’umanità incinta del male______

(da La via cava, LietoColle, Parè, 2015)

martedì 1 agosto 2017

Ritratto di dama


Ritratto di dama

Leonardo da Vinci, Ritratto di dama, 1490-95
Parigi, Museo del Louvre

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ANTONIO ZAYAS

LUCREZIA CRIVELLI

Come fosse una cuffia, la sua testa
copre in due bande i capelli divisi
e i suoi occhi vivissimi osservano
guardinghi con una maschia fermezza.

Le linee del suo viso, la durezza
lo scalpello di Donatello emulano,
ed un corpetto di velluto scuro
le inquadra il busto di dolce bellezza.

Una sottile collana splendente
discende dal collo scolpito fino
a terminare sul solido seno;

e diadema della tempia brillante,
un filo d'oro sostiene un diamante
astro nel cielo della liscia fronte.

giovedì 1 giugno 2017

Studio di cavalli


Studio di cavalli

Leonardo da Vinci, Studio di cavalli
Windsor, Royal Library

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RUTGER KOPLAND

I CAVALLI DI LEONARDO

Quanti schizzi che non ha lasciato...

Ripetizioni a non finire: fasci di muscoli, tendini,
ossa, giunture, l'intero macchinario
di cinghie motrici e leve con cui
si sposta un cavallo,

e con migliaia di sottilissime linee che quasi
invisibili scompaiono dolcemente nella carta
la pelle di orecchie, palpebre, narici,
pelle dell'anima...

deve aver voluto sapere come'era
fatto un cavallo e aver capito
che non era possibile,

quale fosse il segreto di un cavallo che prendeva forma
sotto il suo lapis.

Fece disegni splendidi, li esaminò,
li scartò.

(da Prima della scomparsa e dopo, Edizioni del Leone, 2005
Traduzione di Giorgio Faggin e Giovanni Nadiani)

lunedì 14 marzo 2016

La Gioconda / 2

      

Leonardo da Vinci, La Gioconda, 1503-1514 circa
Parigi, Louvre

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ROSARIO CASTELLANOS

GUARDANDO LA GIOCONDA

(Al museo del Louvre, naturalmente)

Ridi di me?

Va bene.
Se fossi Suor Juana
o la Malinche o, per non abbandonare il folklore,
una qualche incarnazione della Güera Rodríguez
(come vedi, gli estremi, come Gide, mi toccano)
mi vedresti, forse, come si guarda
al campione rappresentativo
di qualche settore sociale di un paese del terzo mondo.

Ma sono soltanto una sciocca turista
di cui si occupano le agenzie di viaggio perché
possano inventarle un tour.

E monolingue
per di più!

che viene a contemplarti.

E tu sorridi, misteriosamente
come è tuo dovere.

Ma io ti interpreto.
Quel sorriso è una presa in giro.

Presa in giro di me e di noi tutti
che crediamo che crediamo che
la cultura è un liquido da bere alla sua fonte,
un sintomo speciale che si contrae
in certi luoghi contagiosi, qualcosa
che si prende per osmosi.

sabato 1 marzo 2014

La Gioconda

 

Gioconda

Leonardo da Vinci, La Gioconda, 1503-1514 circa
Parigi, Louvre

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ALFREDO VEIRAVÉ

LA GIOCONDA

Limpida è qui la luce, una caduta di petali forse.
L’eternità, il velo del suo svelarsi.
Suo unico ricordo, il Rinascimento.
Circolare e in crescita come atteso,
Gelidamente calda, sorridendo appena: la
Gioconda.
Dietro, un paesaggio di illusioni come difesa.
In alto, sopra Parigi, ritte creature in agguato,
E si è udito, rosa e grigio, il puro silenzio.
La sua contenuta delizia.
Tuttavia non capiamo cosa le ha impedito di piangere,
Quale verità,
Quale sentimento provava a dire quel sorriso,
Interminabile, aperto, chiaro.
E al Louvre
Dimenticata la sua progenie
Lontano da ogni distacco, Leonardo,
E questo sorriso comune, chiuso, scuro,
Definitivo, nostro.