venerdì 5 luglio 2024

Tre Grazie

 

Peter Paul Rubens, Tre Grazie, 1638
Madrid, Museo del Prado.

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VALENTINO ZEICHEN
PETER PAUL RUBENS

Le guerre di religione disseminano l’Europa di rovine 
 e nel dare rotazione alle colture classiche  
facilitano la crescita di carestie;  
manca il pane! 
ma fermenta l’impasto delle forme, 
per opera di un ingegno pittorico  
affine a quello del fornaio.  
Escludendo l’aria compressa 
la sovrabbondanza carnale  
delle figure femminili  
non è farina del diavolo  
ma opera del lievito di birra.  
Se le loro volumetrie  
venissero misurate dai 
luminari della medicina sociale  
garanti dei canoni estetico-salutisti  
Rubens verrebbe denunciato  
al comitato di vigilanza dietetica:  
per impiego di estrogeni,  
come creatore di obese,  
moltiplicatore di tessuti adiposi,  
allevatore di bellezze opulente.  
Tuttavia, l’accumulo di ordinazioni  
pervenenti alla sua avviata bottega  
lo giustificano a colmare di benessere 
le vaste superfici di innumerevoli tele. 

(da Pagine di gloria, 1983)


giovedì 27 giugno 2024

Il guado

 


Odilon Redon, Il guado, 1865
Amsterdam, Van Gogh Museum 

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MERCEDES ROFFÉ
LE GUÉ

(O. Redon, 1865)

nuvole
nuvole
splendore
cavalli
cavalli
sfumature
corpi
roccia scolpita
sulla punta di un pennino
inchiostro
inchiostro e luce
e nonostante
il rombo degli zoccoli
nella ghiaia
che silenzio
no?
che profondo
e intimo
silenzio

(da L'Opera Fantasma, 2012)



MERCEDES ROFFÉ
LE GUÉ

(O. Redon, 1865)


mercoledì 5 giugno 2024

Duello sulla riva del mare

 


Cima da Conegliano, Duello sulla riva del mare, 1505
Berlino, Staatliche Museum

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RICARDO PASEYRO
CIMA DA CONEGLIANO

Duello sulla riva del mare

L’indolente pastore il cui flauto di Pan 
 incanta il duello ha zampe di capra: 
sulla costa due guerrieri combattono furtivi,
 uno senza spada, uno senza lo scudo.
La calma li circonda: sulla riva,
nelle lingue del mare, in montagna,
nelle foglie leggere degli alberi,
si è tolto le scarpe il tempo, contemplandoli.
Qual è la posta in palio nella lotta?
La signora lontana? Il Paradiso?
La strana nave attende il vincitore. 


venerdì 24 maggio 2024

Il leone di Delo

 




Uno dei leoni di Delo, 600 avanti Cristo
Delo, Terrazza dei Leoni

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RICARDO PASEYRO
IL LEONE DI DELO

Ronza il sole come un tafano. La terra
apre le sue crepe affinché l'inferno
riceva il fuoco. Tra i ciottoli secchi
sono rovine calcinate le radici.
Unico signore sveglio, unico padrone
del viale che porta al mare,
qualcuno, vivo nel marmo, veglia su di noi.
È il leone, divoratore del tempo.

(da L'anima divisa, 1981)

giovedì 16 maggio 2024

Ritratto di cavaliere



Vittore Carpaccio, Ritratto di cavaliere, 1510
Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza

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RICARDO PASEYRO
IL GIOVANE CAVALIERE

Le nuvole si alzano dietro i rami
dell’albero le cui foglie sono gli uccelli.
I rapaci inseguono i colombi.
Spada in mano, immobile sul sentiero,
il giovane cavaliere osserva e sogna.
La sua dama passa, il nemico è in agguato.
Tra i due castelli le mura
seguono il pendio e vigilano sul borgo.
È la morte a chiudere quella strada. 

(da Scacchi, 1997)


sabato 30 marzo 2024

Lazzaro e il ricco epulone


Jacopo Bassano, Lazzaro e il ricco epulone, 1554
Cleveland, Cleveland Museum of Art

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GUY GOFFETTE
LAZZARO E IL RICCO EPULONE

Jacopo Bassano, 1540

I

Sono in tre attorno alla tavola, l'uno tiene
distrattamente una viola sulle ginocchia
ma non suona, l'altro con il piatto vuoto
sulla tovaglia logora, il terzo
è una donna dal corpo bianchissimo, i seni
offerti alla luce di questo fine giornata
in cui ciascuno aspetta qualche cosa in più
che si nega, ostinatamente si nega.
Sono in tre attorno alla tavola
e tu sei il quarto nell'angolo
perso della tela, a raccogliere le briciole
sotto la firma illeggibile.

II

Sono in tre attorno alla tavola e conversano
a bassa voce mentre l'ombra piano
scava il suo pozzo, ci affoga i visi di gloria.
L'oro si opacizza e la porpora si smorza,
i seni d'alabastro, se ancora si gonfiano,
è in un estremo sussulto prima
che tutto ricada. Sono in tre
un triangolo cieco che ha perso
le punte, e tu, in disparte,
resti con quello che leccano i cani,
il giullare del re nella sua stanza, Lazzaro,
non importa: un uomo che attende la goccia
che farà traboccare il mare.

III

È un fine giornata
come tutti ne abbiamo conosciuti:
le cose sono al loro posto, il mondo
potrebbe rovesciarsi, il quadro, il soggetto,
niente cambierebbe aspetto - a meno che, come qui,
il figlio di Jacopo, il pittore,
non scivoli tra la scena e il pennello
e non se ne resti là, con gli occhi grandi aperti
sull'angolo più scuro, questa sorda follia
che non può accettare né rifiutare:
l'indifferenza dei vivi
per i vivi - e se interroga il vuoto,
è come se cercasse di che riempire
la notte e gli occhi di Lazzaro al tempo stesso.

lunedì 5 febbraio 2024

Fontana / 2

 

Duchamp_Fountaine

Marcel Duchamp, Fontana, 1917
opera perduta

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VALENTINO ZEICHEN

MARCEL DUCHAMP 

Il pisciatoio entrò nei valori 
della mentalità speculativa,  
lo lasciarono insediarsi senza opporglisi; 
anzi, l’aggiornato museo delle novità  
gli riconobbe la stazza del capolavoro 
neutralizzandone la portata eversiva.  
Gli sciocchi di tardiva indignazione 
denunciarono inutilmente lo sberleffo. 
Quella forma rovesciata, svincolata dalla funzione 
che ne costituiva la memoria irriverente  
assurse al summit delle linee pure  
gratificando l’idealismo dei fabbricanti dei cessi. 
Il prezzo dell’opera si moltiplicò 
per una catena di zeri, l’eccesso di quotazione 
le impedì di evadere per sempre. 
La petizione di grazia  
per un criminale detenuto a Sing Sing 
avrebbe avuto maggiori possibilità  
che non la liberazione del ready made  
dall’ergastolo del museo. 
Per la critica l’opera  
manifesta disturbi d’identità  
dovuti alla lunga detenzione. 
L’alchimista che l’ha in cura  
desume dall’autografo Mutt: mutter,  
e perché no, Mammona? 
I critici non si attengono fedelmente  
ai meriti della sua impertinenza  
ma inseguono significati esoterici  
perfino nei duplicati delle sue opere. 

(da Pagine di gloria, 1983)