lunedì 25 agosto 2014

Harley red

 

Kline

Frank Kline, Harley red, 1959-60
collezione privata

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SEVERO SARDUY

HARLEY RED

Il sogno no:
la perdita.
Il bianco roditore,
che acceca.
Mi perdo. Tutto è porta.
Guarda:
il muro sanguina.

martedì 12 agosto 2014

Ave Maria a trasbordo

 

 

ave_maria

Giovanni Segantini, Ave Maria a trasbordo, 1886
San Gallo, proprietà privata

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MAURIZIO CUCCHI

NEL SACRO DI QUESTA ASSENZA

                                                                                        per Antonio Riccardi

Nel sacro di questa assenza
recisi
tra due lame di luce e acqua
l'orizzonte è il paese.
Il capo lo appoggia,
orfana in un abbraccio,
l'Ave Maria a trasbordo.

(da Poesia della fonte)

giovedì 31 luglio 2014

La sedia di Van Gogh / 2

 

Vincent Van Gogh, La sedia di Van Gogh, 1888
Londra, National Gallery

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HÉCTOR ROJAS HERAZO

UNA LEZIONE DI INNOCENZA

Van Gogh dipinse una volta
il ritratto del mondo
Lì c’era tutto:
i fiori che si aprono
e le porte che si chiudono,
i giorni del pianto
e i giorni d’oro,
le strade e i sogni,
i rami e le colombe.
Anche un bambino
che guarda due innamorati
e poi l’ora della nascita
e la morte di ogni uomo.
Per realizzare questo ritratto, Van Gogh
non dovette fare altro che dipingere una sedia.

(da  Las úlceras de Adán, 1995)

sabato 21 giugno 2014

Paesaggio con sole


Bruno-Saetti-small
Bruno Saetti, Paesaggio con sole, 1970
Collezione privata

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DIEGO VALERI

«SOLI» DI SAETTI


I grandi soli,
sospesi, immoti sul canale immoto,
i grandi soli, bianchissimi o roggi,
nudi o velati di sottili brume,
segnano il nostro tempo, i nostri giorni
da tramonto a tramonto.
dietro la siepe delle cose opache
d’ogni giorno, al cadere d’ogni giorno,
splendono i dischi enormi, le rapprese
fiamme dei nostri soli.
Poi vengono le sere, effuse dentro
i dilatati spazi
del cielo e del canale, l’ombre vaghe
delle sere, gli estremi
bagliori delle sere: come smorti
lumi d’ultima sera.

(da Verità di uno)

giovedì 22 maggio 2014

Composizione in grigio e nero

 

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James Whistler, Composizione in grigio e nero n. 1, 1871
Parigi, Musée d’Orsay

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BILLY COLLINS

STUDIO IN ARANCIONE E BIANCO

Sapevo che James Whistler era parte della scena di Parigi
ma mi sono comunque sorpreso quando ho trovato il dipinto
di sua madre al Museé d'Orsay
tra i punti colorati e le pennellate mobili
degli Impressionisti francesi.

Ed ero sorpreso di notare
dopo qualche minuto di benevola osservazione,
come quella donna dal profilo austero
fissata per sempre sulla sua sedia,
cominciasse a somigliare alla mia vecchia madre
fissata per sempre nelle stelle, nell'aria, nella terra.

Puoi capire perché intitolò il dipinto
"Composizione in grigio e nero"
invece di come ognuno naturalmente lo chiama,
ma, alla fine, dopo aver camminato lungo la riva del fiume,
ho immaginato come si è potuto spezzare
il cuore di una donna per degradarsi da madre
a una mera composizione, uno studio acromatico.

Mentre le coppie dell'estate si piegavano l'una sull'altra
lungo il quai e la piazza e barche a basso pescaggio
piene di spettatori scivolavano su  e giù per la Senna
tra i ponti di pietra
e i loro riflessi nell'acqua,
pensavo: che ridicolo, che errore...

Sarebbe come se Botticelli avesse chiamato "La nascita di Venere"
"Composizione in blu, ocra, verde e rosa,"
o viceversa
come se Rothko avesse intitolato uno dei suoi tramezzini di colore
"Barche da pesca che lasciano Falmouth Harbor all'alba".

O, mentre scorrevo il menu al caffè
dove ora era venuto a riposarmi,
sarebbe come la pittura qualcosa di ridicolo,
un cuoco che sputasse
su un fornello acceso davanti a un pubblico di anatre
e lo chiamasse "Studio in arancione e bianco".

Ma a questo punto un cameriere apparve
con il mio bicchiere di Pernod e una chiara brocca d'acqua,
e io sedevo e non pensavo a niente
se non alle donne e agli uomini che passavano --
madri e figli che camminavano con i loro fragili cagnolini--
e a me stesso,
una specie di composizione in blu e kaki,
e, dopo aver aggiunto
un po' d'acqua nel bicchiere, verde lattiginoso.

martedì 22 aprile 2014

Campi di grano a La Crau

 

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Vincent Van Gogh, Campi di grano a La Crau, 1888
Amsterdam, Rijksmuseum

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JUAN MANUEL ROCA

CINQUE VOLTE VAN GOGH, III

Dipinse campi di grano e il fiore del pane iniziò a profumare nelle deserte cantine.

domenica 30 marzo 2014

Natura morta, 1940




Giorgio Morandi, Natura morta, 1940.
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ADAM ZAGAJEWSKI

MORANDI

Gli oggetti vegliavano anche di notte,
mentre lui dormiva sognando l'Africa;
la brocca di porcellana, due innaffiatoi,
le verdi bottiglie da vino, un coltello.
Quando dormiva sodo, come può dormire
solo un artista esausto, stremato,
gli oggetti ridevano, prossimi alla rivolta.

L’annaffiatoio, ficcanaso dal lungo becco,
sobillava gli altri, febbrile,
e il sangue pulsava selvaggio nella porcellana
ignara del tocco di labbra assetate,
solo occhi, sguardo, percezione.

Di giorno erano più docili e persino fieri:
tutta la ruvida esistenza del mondo
trovava rifugio in questi oggetti,
abbandonando per un attimo il ciliegio
in fiore e il cuore afflitto dei morenti.