martedì 21 maggio 2013

Conference at night

 

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Edward Hopper, Conference at night, 1949
Wichita, Wichita Art Museum

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VICTORIA CHANG

"CONFERENCE AT NIGHT" DI EDWARD HOPPER

L'uomo seduto sulla scrivania sembra non avere occhi o sono chiusi o si sono
incavati l'uomo seduto sul tavolo siede come un capo o forse vuole

essere il capo e la donna e l'uomo possono aiutarlo sulle scrivanie non c'è
niente eccetto due tavole di legno che trattengono le ombre e l'uomo non ha carta o
                                                                                                                                                            puntine

l'uomo non ha pile di nulla la stanza non può essere il suo ufficio è un obitorio per
scrivanie che la gente ha lasciato licenziato scaricato abbandonato congedato per
                                                                                                                                 congedare il passato

perché anche al passato si deve dare un avviso non possiamo vivere nel passato con
                                                                                                                                                    i nostri vestiti
più belli la donna guarda come un uomo forse sarà lei il capo o forse

è meglio guardare come una donna ma comportarsi come un uomo un capo una volta mi
                                                                                                                                                        ha detto di non
comportarmi da donna la donna guarda fisso dietro l'uomo l'uomo sul tavolo guarda

tra l'uomo e la donna sebbene stiano discutendo su ciò che è accaduto
in passato la coppia ha aiutato l'uomo a diventare il capo lui ha perso i contatti
                                                                                                                                                    con la coppia

hanno perso i contatti quando sono stati licenziati.

venerdì 3 maggio 2013

Campagna mantovana

 

 

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Angelo Del Bon, “Campagna mantovana”, 1945
Collezione privata

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ALFONSO GATTO

IL VERDE

Come di primavera
un giorno nevicò
rimase nella sera
il verde di Del Bon.

E poi l’azzurro, e il giallo,
il bianco delle fiere,
le pedane del ballo.
Un fresco da verziere
la luce di cristallo
che s’ appanna col fiato.

Tutto, tutto è passato.
Rimane nelle sere
il verde di Del Bon

venerdì 26 aprile 2013

Il bacio (Brancusi)

 

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Costantin Brancusi, Il bacio, 1907
Amburgo, Kunsthalle

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PAUL CELAN

DA BRANCUSI, IN DUE

Se di queste pietre una
lasciasse trapelare
ciò che la nasconde:
qui, accanto,
dalla gruccia di questo vecchio,
si schiuderebbe, come ferita
in cui ti dovresti tuffare,
solitario,
lontano dal mio grido, già
sbozzato anch'esso, bianco.

(da Fotocostruzioni)

domenica 7 aprile 2013

Cacciatori nella neve

 

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Pieter Bruegel, Cacciatori nella neve, 1565
Vienna, Kunsthistorisches Museum

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WILLIAM CARLOS WILLIAMS

CACCIATORI NELLA NEVE

In tutto il dipinto è inverno
montagne ghiacciate
sullo sfondo il ritorno
dalla caccia è verso sera
da sinistra
robusti cacciatori conducono
la muta dei loro cani l’insegna della locanda
penzola da un
cardine rotto è un cervo ha un crocifisso
tra le corna il freddo
cortile della locanda è
deserto tranne un grosso falò
che brucia mosso dal vento alimentato da
donne che fanno gruppo
attorno sulla destra oltre
la collina figure di pattinatori
Bruegel il pittore
meticoloso di tutto ha scelto
un cespuglio piegato dalla neve in primo piano per
completare il dipinto

(da Immagini d Bruegel e altre poesie, 1962)

venerdì 22 marzo 2013

Paesaggio con Filemone e Bauci

 

Rubens

Peter Paul Rubens, Paesaggio con Filemone e Bauci, 1625
Vienna, Kunsthistorisches Museum

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ATTILIO BERTOLUCCI

D’APRÉS RUBENS

(Filemone e Bauci)

Perché non accettare questo tempo piovoso
che anticipa l'autunno porta il cane amoroso
a fiutare le scarpe del forestiero in transito
e missione con la spedita salute

del medico o del veterinario di prima
nomina su per groppi e per balze
fradici di genziane sino a che
una strada in abbandono e solitudine gli offre

il suo meditativo percorso e egli
vi si immette gli occhi neri riconoscono il segno
di un passaggio recente nell'ansia
del mezzogiorno estivo la bianca cenere

vedova sula pietra brunita d'umidità
mentre alla sospensione del cuore e della mente
d'una svolta grifagna di frutti inselvatichiti
succede la dolce rovina dello spiazzo antistante

la casa prescelta ma se gli sposi
vecchi se ne sono andati e la porta è sprangata
a chi mostrerà egli posando sulla soglia
consunta il piede leggero della gioventù

l'arcobaleno che si tende sull'Appenino vertiginoso?

(da Viaggio d’inverno, 1971)

sabato 16 marzo 2013

Venere e Marte sorpresi da Vulcano

 

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Parmigianino, Venere e Marte sorpresi da Vulcano, 1535
Parma, Galleria Nazionale

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ATTILIO BERTOLUCCI

VULCANO, VENERE E MARTE
(da un disegno del Parmigianino)

Commovetevi tutti voi cui gelosia
e amore stringono il petto doloroso
senza lasciarne mai l'area privilegiata
e con gli anni infestata da edera e da ruggine.
Commovetevi tutti voi a questa scena
coniugale che un figlio dei miei borghi
aperti al sole d'inverno fissò sulla carta giallina
raccontando con mano beffarda e pietosa
una collera finta un'estasi tante volte aspettata
e temuta – nel turbine della sorpresa gli amanti
distaccati ormai ostili l'uno all'altro goccianti
piante che il mattino sonoro libera dalla bruma
e da stormi in transito qui per l'ultima volta. –

Parma, fine novembre, anno imprecisato

(da Verso le sorgenti del Cinghio, Garzanti, 1993)

sabato 9 marzo 2013

Le esequie di Focione

 

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Nicolas Poussin, Le esequie di Focione, 1648
Cardiff, National Museum of Wales

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ATTILIO BERTOLUCCI

LE ESEQUIE DI FOCIONE

(D’aprés Poussin)

O tu che ai piedi del colle ragazzo dell'Appennino
deflori non deflorato castagne che nessuno vuole

sprigionando dall'ombra delle faville di rosa
che svelano un attimo il mio volto segregato

a quale festino di dei laziali o a quali esequie
di eroe a quali montagne d'ametista e fumi lontani

ti sottraesti per accucciarti qui dove il mio viaggio
ha una sosta il mio sudore un ristoro nell'aria della sera?

(Da Viaggio d’inverno, Garzanti, 1971)