mercoledì 29 aprile 2020

Guernica/3



Pablo PIcasso, Guernica, 1937
Madrid, Museo Reina Sofia
.
.

JOSÉ ÁNGEL VALENTE

POCASSO-GUERNICA-PICASSO: 1937

Non il sole, ma l'improvvisa lampadina pallida illumina
la materia artificiale della morte.

Lo spazio infinito di una singola agonia,
le improvvise forme rotte
in mille pezzi di vita violenta
sulla superficie livida del grigio.

Non il sole, ma la pallida
lampadina elettrica del freddo
orrore che ha partorito
Il grigio coagulato di Guernica.

Nessuno può stendere su un tale sogno
il mantello della notte,
mettere a tacere un tale urlo,
spegnere la lampada
che accende
l'esplosione della morte infinita,
la camera interna dove non può
riposare o morire nel grigio Guernica
la memoria.

martedì 14 aprile 2020

Donna che si prova un orecchino




Rembrandt Van Rijn, Donna che si prova un orecchino, 1654
San Pietroburgo, Hermitage


.
.

FINA GARCÍA MARRUZ

DONNA CHE SI PROVA UN ORECCHINO

Non il volto
giovane, sembra ornare
l'orecchino che mostra
al vecchio pittore.
Sotto,
gli occhi sanno
che non ornerà
la sua umile bellezza
l'orecchino.
Le tue carni
rosee periranno
diverranno deboli
e scure.
Così la veste
che ha sentito il calore
fugace del tuo braccio,
il tintinnio
dei due braccialetti,
che ha accompagnato
i tuoi giorni.
Non al tuo volto
guarda lo specchio
che ti dimentica.
Resti
nel gesto di mostrare
tra le tue mani
vuote, l'orecchino,
meno brillante di loro.

lunedì 30 marzo 2020

Paesaggio con la caduta di Icaro /4


Bruegel,_Pieter_de_Oude_-_De_val_van_icarus_-_hi_res
Pieter Bruegel il Vecchio, “Paesaggio con la caduta di Icaro”
Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique
.
.

TADEUSZ RÓZEWICZ

DIRITTI E DOVERI


Un tempo quando non so
un tempo pensavo di avere un diritto un dovere
gridare contro l’aratore
guarda guarda ascolta testone
Icaro cade
Icaro annega il figlio del sogno
lascia l’aratro
lascia la terra
apri gli occhi
là Icaro
annega
oppure quel pastore
che volge le spalle al dramma
alle ali al sole al volo
alla caduta
dicevo cechi
Ma ora quando ora non so
so che l’aratore deve arare la terra
il pastore custodire le greggi
l’avventura di Icaro non è la loro avventura
così deve finire
e non c’è nulla in questo
di sconvolgente
che un bel veliero continui a navigare
verso il porto di destinazione

1962

giovedì 26 marzo 2020

Ritratto di Nicolaes Ruts



Rembrandt van Rijn, Ritratto di Nicolaes Ruts, 1631
New York, Collezione Frick

.

.

CRISTINA PINA

NICOLAES RUTS

Come sempre succede
con gli uomini anziani
di Rembrandt van Rijn
sai molte cose, Nicolaes Ruts,
ma questo sapere non ti ha
migliorato.

Nemmeno sei una canaglia,
come tanti tuoi colleghi
olandesi dipinti
dal maestro della luce.
Non così malinconico
come il giovane con il berretto rosso
di Tiziano
ma con una contraddizione
tra gli occhi e la bocca.

La bocca promette un dolce contatto,
il cipiglio è serio, aggrottato:
qualcosa ti ha colpito,
Nicolaes Ruts,
qualcosa ti ha sconvolto.

mercoledì 4 marzo 2020

Al Salon di Rue des Moulins


Henri de Toulouse-Lautrec, Al Salon di Rue des Moulins, 1895
Albi, Museo Toulouse-Lautrec


.
.

ELSA CROSS

RONDA

(su un quadro di Toulouse Lautrec)

Dal rosso divano
le due donne guardano
qualcosa non raffigurato
nell’angolo stretto che contempla
l’occhio del pittore.
Invisibile per sempre
l’oggetto di quella frase
per sempre inascoltabile.
Mezzo sorriso,
discreta sentenza.
La notte inizia la sua ronda abbagliante
.

sabato 29 febbraio 2020

Autoritratto con l’orecchio bendato


Vincent Van Gogh, Autoritratto con l’orecchio bendato, 1889
Londra, Courtauld Gallery

.
.

CHARLES BUKOWSKI

CAPIRE

Van Gogh si tagliò l'orecchio
e lo diede a una
prostituta
che lo gettò via
con estremo
disgusto.
Van, le puttane non vogliono
orecchi
loro vogliono
soldi.
Immagino sia per questo che eri
un così grande
pittore: tu
non hai capito
null’altro.

giovedì 27 febbraio 2020

Natura morta con limoni/2



Francisco de Zurbarán, Natura morta con limoni, arance e rose, 1633
Pasadena, Museo Norton Simon

.

.

JOSÉ LUIS PUERTO

SUITE DI ZURBARÁN, 3

(Natura morta Contini-Bonacossi, Norton Simon Foundation, Pasadena)

I doni della terra nella loro immobilità
nel loro essere posti
nel piatto di peltro , nel cesto di vimini,
non chiedono che uno sguardo franco
alla silenziosa entità delle loro forme.
I limoni con le loro punte,
le arance con le foglie e i fiori,
si offrono alla nostra vista.
E il bicchiere d’acqua
vicino alla rosa con dei petali già appassiti?
Riposano nel piatto e come in sogno
sono nello spazio del tavolo.
Non ci chiedono che di vedere la loro presenza
l’umido rimedio per la sete,
la sconfitta del loro aroma nel tempo.
Tutto qui si consegna, tutto è regalo
mai diretto alla lussuria
ma all’armonia dei sensi
al segreto equilibrio
delle cellule dell’anima.