giovedì 4 ottobre 2018

Narciso / 2


Caravaggio (attribuito), Narciso, 1597-1599
Roma, Galleria d'Arte Antica, Palazzo Barberini

.

.

GONZALO MILLÁN

L’ABISSO

Tra un Narciso e l'altro si apre un abisso
Spunta da uno specchio di ghiaccio proibito.
Attraverso il mercurio con volti identici
si vedono entrambi, si cercano, si osservano
come gemelli lontani, separati
da una trasparenza insormontabile.

giovedì 27 settembre 2018

Le muse inquietanti


De Chirico


Giorgio De Chirico, Le muse inquietanti, 1917-1918
Milano, Collezione Gianni Mattioli


..

SYLVIA PLATH

LE MUSE INQUIETANTI

Mamma, mamma, quale zia maleducata
o cugina sfigurata e repellente
dimenticasti cosi sconsideratamente
d'invitare al mio battesimo, che quella
al posto suo mandò queste signore
dalla testa come un uovo da rammendo,
per dondolarla e dondolarla ai piedi,
al capo e a sinistra della culla?

Mamma, tu che su ordinazione inventavi le avventure
di Mixie Blackshort, l'orsetto coraggioso,
mamma, tu le cui streghe sempre sempre
finivano cotte in forno insieme al panpepato,
chissà se le hai viste, se hai detto parole
per liberarmi da quelle tre signore
che annuivano di notte intorno al letto,
senza bocca, senz'occhi, la testa calva tutta toppe?

Quando ci fu l'uragano e nello studio
di papà s'incurvarono le dodici finestre
come bolle prossime a scoppiare, tu preparasti
a mio fratello e a me biscotti e Ovomaltina
e ci insegnasti a cantare tutti in coro:
"Thor è arrabbiato: bum bum bum!
Thor è arrabbiato: che ce ne importa?"
Ma quelle signore ruppero le vetrate.

Quando a scuola le bambine eseguirono la danza
sulle punte e facendo lampeggiare le pile
cantarono la canzone delta lucciola, io non riuscivo
a muovere un piede nella mia veste coi lustrini
ma me ne stavo in disparte, goffa,
nell'ombra gettata dalle mie madrine
dalla lugubre testa, e tu piangevi, piangevi,
e l'ombra si allungò, si spensero le luci.

Mamma, mi mandavi a lezione di piano
e lodavi i miei trilli e arabeschi,
benché tutte le maestre giudicassero il mio tocco
stranamente legnoso nonostante le scale
e le ore di esercizio, e il mio orecchio
stonato e, sì refrattario alle lezioni.
Ho imparato, ho imparato, ho imparato altrove,
da muse non assunte da te, mamma cara.

Un giorno mi sono svegliata e ti ho vista, mamma,
che galleggiavi nell'azzurro più azzurro
su una mongolfiera verde coperta di un milione
di fiori e uccellini azzurri che mai mai
si videro, in nessun luogo mai.
Ma il piccolo pianeta volò via saltellando
come una bolla di sapone mentre tu gridavi: "Vieni, vieni!".
E io restai sola davanti alle mie compagne di viaggio.

Giorno e notte ora, al mio capo, al fianco, ai piedi,
stanno a veglia con vesti di pietra,
le facce vuote come il giorno in cui nacqui,
le ombre lunghe nel sole calante
che mai splende più vivo e mai tramonta.
E questo è il regno a cui mi hai portato,
mamma, mamma. Ma nessuna espressione del mio viso
tradirà la compagnia che frequento.

(trad. Anna Ravano)

martedì 18 settembre 2018

Il bagno



The Bath 1925 Pierre Bonnard 1867-1947 Presented by Lord Ivor Spencer Churchill through the Contemporary Art Society 1930 http://www.tate.org.uk/art/work/N04495

Pierre Bonnard, Il bagno, 1925
Londra, Tate Gallery

.

.

ESTELA FIGUEROA

IL BAGNO

Parla la moglie di Bonnard:
Era così. Gli piaceva dipingermi nuda mentre facevo il bagno.. Disegnava un bozzetto e si ritirava nel suo piccolo studio dove rimaneva chiuso per ore..Dopo qualche giorno mi mostrava la tela . Era sempre una donna giovane e bella che faceva il bagno. Ed ero io.. Bonnard non si rendeva conto che ingrassavo e invecchiavo. Non ero più giovane. Ero una matrona.
Poi ebbe un flirt con la fotografia e con un’altra donna. Non crediate che mi sia disperata. Come ogni matrona ho accettato le sue stupide scuse.
E continuò a dipingermi giovane nel bagno.
La vita è una rete di verità e bugie.

venerdì 7 settembre 2018

Sant’Agata/2


Francisco de Zurbarán, Sant’Agata, 1630-1633
Montpellier, Museo Fabre

.

.

GONZALO MILLÁN

LA FORMA DELLA TELA

L'olio di Montpellier
È dipinto su una tela
verticale come una porta
che supera un arco curvo
come un seno

martedì 28 agosto 2018

L’Ortolano


L'Ortolano

Giuseppe Arcimboldo, L'Ortolano, 1587-1590)
Cremona Museo civico Ala Ponzone

.

.

EDUARDO MILEO

GIUSEPPE ARCIMBOLDO (1527-1593)

Qualsiasi estetica naturalista
perde
contro la natura.
Occorre ironizzare;
non cadere nella pura
verità.

Piove
sul giardino;
la pioggia
lava via i colori.
Quegli esseri luminosi
sono forme
da mordere.

Questa è la grande ironia:
se l'arte non dà da mangiare,
è necessario fare un'arte
commestibile.

(da Estrazione dell'acqua dalla nebbia)


domenica 12 agosto 2018

Estate (1573)


Arcimboldo The four seasons Tutt'Art@

Giuseppe Arcimboldo, Estate, 1573
Denver, Denver Art Museum

.

.

EDUARDO MILEO

L’ESTATE (1573)

La testa, coperta da un ciuffo di prezzemolo fiorito, ciliegie, fichi, dell'uva nera. Il viso è solcato da un pomodoro, aglio, una pera, una pesca come zigomo. Il naso è un cetriolo o una zucchina. Le orecchie di frumento sporgono dal collo del vestito. Un carciofo sembra un fiore esagerato per l'occhiello. L'estate sorride, consapevole della sua abbondanza.

giovedì 2 agosto 2018

Narciso


Narciso

Caravaggio (attribuito), Narciso, 1597-1599
Roma, Galleria d'Arte Antica, Palazzo Barberini

.

.

GONZALO MILLÁN

L’INCUBO DI NARCISO

Narciso si guarda in uno stagno
di acido.
Osserva come il suo riflesso svanisce
mangiato dalle acque verdastre.
Quando l'illusione corrode gli occhi,
il rapimento è la maschera dell'orrore.