mercoledì 14 gennaio 2015

Natura morta, 1952

 

Morandi

Giorgio Morandi, Natura morta, 1952
collezione privata

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CHARLES WRIGHT

MORANDI

Parlo d'immobilità, del silenzio
un centrotavola di porcellana, un vaso a goccia, una brocca.
Parlo di spazio, che è unilaterale,
senza risposta, e lasciato a seccare.
Parlo di colore, di forma, del vuoto
che vigilano questi oggetti, e da cui sorgono.
Parlo di colpa, goccia rossa, goccia bianca,
la sua gobba e la curva, che è blu.
Parlo di bottiglie, e rovina,
e di ciò che facciamo brillare nel buio, e perché...

Traduzione di Antonella Francini

martedì 6 gennaio 2015

Adorazione dei Magi

 

Bruegel

Pieter Bruegel il Vecchio, Adorazione dei Magi, 1564
Londra, National Gallery

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WILLIAM CARLOS WILLIAMS

L’ADORAZIONE DEI MAGI

Nella Natività
che ho già celebrato
il Bambino in braccio alla Madre

i Re Magi nel loro depredato
splendore
e Giuseppe e i soldati

del seguito
coi loro volti increduli
formano una scena copiata si può dire

dai maestri italiani
ma con una differenza
la maestria

nel dipingere
e la mente la mente piena di risorse
che concertò l'insieme

la mente vigile scontenta
di ciò che le chiedevano
e non poteva fare

fece buon viso al racconto e lo dipinse
con i colori
brillanti del cronista

gli occhi bassi della Vergine
come un'opera d'arte
per profonda devozione.

(da Quadri da Bruegel)

sabato 6 dicembre 2014

Ritratto di Simonetta Vespucci

 

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Sandro Botticelli, Ritratto postumo di Simonetta Vespucci, 1476 - 1480
Berlino, Kaiser Friedrich-Museums-Verein

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ANTONIO COLINAS

SIMONETTA VESPUCCI

Il vostro passo di velluto
E il vostro sguardo di vergine violata.

                                           - Dino Campana

Simonetta,
per la tua dolcezza
la sera diventa lacrima
orazione funebre,
musica trattenuta.
Simonetta Vespucci,
hai l’anima fragile
di vergine o di amante.
Giuditta spettinata
o Venere bagnata
hai l’anima sottile di giunco
e l’innocenza timida
dell’uliveto.
Simonetta Vespucci,
per i tuoi occhi verdi
Sandro Botticelli
ti ha tratto dal mare,
per le tue grandi trecce
e per le tue gambe lunghe,
Simonetta Vespucci
nata a Firenze.

domenica 30 novembre 2014

Scompartimento C, Carrozza 293

 

Edward Hopper, Scompartimento C, Carrozza 293, 1938
New York, IBM Corporation Collection

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ALAIN DE BOTTON

da “L’ARTE DI VIAGGIARE”

Hopper era affascinato anche dai treni. Ad attirarlo era l'atmosfera delle carrozze semivuote che si fanno strada nel paesaggio: il silenzio che regna al loro interno mentre fuori le ruote sferragliano ritmicamente sui binari e lo stato di trasognamento indotto dal rumore e dal panorama esterno, un trasognamento che pare quasi strapparci a noi stessi e indicarci la via d'accesso a pensieri e ricordi che non riuscirebbero a emergere in circostanze più ordinarie. La donna di Scompartimento C, Vettura 293 (1938), che legge e fa vagare lo sguardo tra carrozza e paesaggio, sembra trovarsi proprio in questo stato mentale.

mercoledì 12 novembre 2014

Seminatore al tramonto


 

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Vincent Van Gogh, Seminatore al tramonto, 1888
Otterlo, Museo Kröller-Müller

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JOSÉ MANUEL ROCA

CINQUE VOLTE VAN GOGH, V

Un ultimo furore:  disegnò col suo pennello una porta nell'aria e sbattendola passò dall'altra parte. Un'altra versione dice che disegnò una rivoltella e con essa si sparò nel ventre.
Ma prima,  prevedendo le lunghe notti dell'uomo assediato dall'inverno,  decise di riempire i nostri muri con molte immagini del sole,  per aiutarci ad abitare il labirinto.

(da La farmacia del ángel, 1995)

giovedì 16 ottobre 2014

Gemelle

 

Gemelle

Massimo Campigli, Gemelle, 1951
collezione privata

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RAFFAELE CARRIERI

GEMELLE DI CAMPIGLI

Come un rosso intrecciato
A un altro rosso
Come due zeri bianchi
ugualmente dimenticati
Aulla medesima lavagna.
Come il dritto e rovescio
Di una moneta.
Come due uova chiuse
nello specchio riflesse
Ripetono due uova chiuse.
Come il cobalto
Dietro il caldo muro
Che conduce al mare.
Guardati dall’interrompere
La doppia luce
Prodotta dalle gemelle.

(da La giornata è finita, 1963)

venerdì 3 ottobre 2014

Paesaggio con la fuga in Egitto

 

Patinir

Joachim Patinir, Paesaggio con la fuga in Egitto, 1524
Anversa, Museo Reale di Belle Arti

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CLAUDIA HERNÁNDEZ DE VALLE ARIZPE

PAESAGGIO DI PATINIR AL MUSEO REALE DI BELLE ARTI


La tempesta si avvicina.
Spostando le foglie
sul mio viso che legge
il dipinto
sento da molto vicino (senza che il custode lo noti)
che avanza sulle siepi e sulle pietre.
Mettere la mano fermerebbe
forse
il suo gioco di specchi invisibili
le sferzate sull’acqua
e il clamore del bosco.
Mi allontano dal quadro
quando le prime gocce
cominciano a bagnare la superficie.