mercoledì 26 ottobre 2016

La pesatrice di perle

 

Vermeer

Jan Vermeer, La pesatrice di perle, 1664
Washington, National Gallery of Art

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CIRCE MAIA

LA PESATRICE DI PERLE

L'oggetto più delicato tenuto
con la massima delicatezza:
la piccola bilancia per le perle.
È immobile nell'aria.
Equilibrio perfetto: la mano la sostiene
gli occhi la sostengono
aria-luce la sostiene.
Guardala.
O meglio non guardarla
non guardiamola un occhio opaco potrebbe forse
- non credi? -
stararla.

venerdì 14 ottobre 2016

Pont des Trois Sautets

 

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Paul Cézanne, Pont des Trois Sautets, 1906
Cincinnati, Cincinnati Museum of Art

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JORGE AULICINO

CÉZANNE

Solo dondolarmi da destra a sinistra
e da sinistra a destra, mi basta,
scriveva Cézanne

potrei passare qui la vita
dondolandomi da destra a sinistra
e da sinistra a destra
e non esaurirei la realtà, spiegava

gli spazi bianchi nelle ultime tele di Cézanne
indicano agli esperti
che aveva portato la sua teoria fino all'estremo

altri
li attribuiscono a problemi di vista:
Cézanne lasciò in bianco quello che non poteva vedere

in questo caso (o in entrambi)
perché Cézanne non sforzò l'immaginazione?

la domanda deve far pensare
a esoteristi locali, a
diverse specie di mistificatori

perché Cézanne non voleva dipingere quello che i suoi occhi
– anche muovendosi da destra a sinistra
e da sinistra a destra – non potevano vedere?

perché scrivere su quello che il cuore non vede?
perché scrivere su quello che l'intelligenza non celebra o compiange?

lunedì 3 ottobre 2016

Bosco

 

Bosco

Paul Cézanne, Bosco, 1904-1906
Ottawa, National Gallery of Canada

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JORGE AULICINO

COLORISTI

C'è in questo bosco di Cézanne
l'impressione che il bosco non esista
né sia esistito.
Non perché sia sogno, trama di sogni,
ma perché è stato dipinto in parte
su una tela,
in parte sul nulla e - in gran parte -
nel luogo dove vedemmo un bosco.

domenica 18 settembre 2016

I coniugi Arnolfini / 3

 

Van Eyck

Jan Van Eyck, I coniugi Arnolfini, 1434
Londra, National Gallery

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HEBERT ABIMORAD

GIOVANNI ARNOLFINI E SUA MOGLIE

C'è tanto
in questo piccolo mondo
in questa immensità
di colori luminosi
le mani invitano a entrare
l'intera scena seducente
nasconde qualcosa
esito a varcare la soglia
della casa confortevole
dove la luce illumina e unisce
la morbidezza dei vestiti
voglio entrare mi soffermo
è una trappola
lo splendore del metallo lucido
l'opera del falegname
cosa nascondono?
negli oggetti quotidiani
la qualità mistica sorprende
loro si amano
una mano levata indica
un giuramento senza sacerdoti
nozze con testimoni
nascosti nello specchio della porta
senza il coraggio di entrare
l'artista testimonia
la sua presenza nella casa
cade nella trappola
scrivendo con grafia fiorita
Jan Van Eyck è stato qui
e aggiunge la data
una candela arde sul lampadario
un cagnolino rappresenta la fedeltà
i frutti sulla cassapanca
il davanzale
rosari di vetro sono appesi alla parete
i due personaggi sono scalzi
due ciabatte a sinistra
in primo piano
altre in fondo al centro
simboli camuffati
non sfuggiranno
sono la trappola della casa.

martedì 13 settembre 2016

Fontana

 

Duchamp_Fountaine

Marcel Duchamp, Fontana, 1917
opera perduta

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VALENTINO ZEICHEN

TRAPPOLA PER MARCEL DUCHAMP E PER I NEOFITI

Il direttore del museo
accolse un orinatoio
che si fingeva fontana,
giocò un brutto tiro
a Marcel Duchamp;
rese l’oggetto trovato
celebre e molto costoso
all’incirca come un Merisi.
La sopravvalutazione
imprigionò l’orinatoio
e lo ancorò all’arte
come la valuta all’oro.
I giochi d’avanguardia
possono diventare pericolosi
specie se fatti
con i Ready Made.

(da Neomarziale, Mondadori, 2006)

sabato 3 settembre 2016

Soldato con ragazza sorridente

 

Vermeer

Johannes Vermeer, Soldato con ragazza sorridente, 1658
The Frick Collection, New York

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JORGE GUILLÉN

ANGOLO DOMESTICO

Quei muri tracciano l'intimità di un angolo
Così luminosamente sensibile nel suo riserbo
Che ai due personaggi che lì dialogano
- Discorsivo il gentiluomo, cortese la signora -
Si offrono assieme la finestra e una mappa.
Il giorno di una strada, forse di un giardino
Accompagna con il suo oro, temperando la sua luce
Tra la vetrata e la parete. Continenti, oceani,
Tutto punta lì. Che stanza intima,
Che velluto blu! L'attenzione è un'estasi.

lunedì 22 agosto 2016

Nottambuli / 3



Edward Hopper, Nottambuli, 1942
Chicago, Art Institute
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WOLF WONDRATSCHECK

NIGHTHAWKS: DAL DIPINTO DI EDWARD HOPPER


È notte
e la città è deserta.
I più fortunati sono a casa,
o più probabilmente
non ne sono rimasti.
Nel dipinto di Hopper rimangono quattro persone
il solito gruppo, per così dire:
l'uomo dietro il bancone, due uomini e una donna.
Amanti dell'arte, potete lapidarmi
ma conosco piuttosto bene questa situazione.
Due uomini e una donna
come se fosse per puro caso.
Osservi la composizione del dipinto
e quello che ti colpisce è il piacere erotico
del vuoto totale.
Non dicono una parola, e perché dovrebbero?
Entrambi fumano,ma non c'è fumo.
Scommetto che lei gli ha scritto una lettera.
Comunque sia, lui non è più l'uomo
che ha letto due volte le sue lettere.
La radio è rotta.
Il condizionatore ronza.
Sento una sirena della polizia lamentarsi.
In un portone a due isolati da qui, un drogato geme
e si infila un ago nella vena.
Quella è la parte che non riesci a vedere.
L'altro uomo è tutto solo
a ricordare una donna,
anche lei indossava un vestito rosso.
Questo accadde anni fa.
Gli piace sapere che donne come questa esistono ancora
ma non è più interessato.