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venerdì 27 aprile 2018

Il giardino delle delizie


bosch - trittico_giardino_delle_delizie

Hieronymus Bosch, Il giardino delle delizie. 1480-1490
Madrid, Museo del Prado

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ALFREDO VEIRAVÉ

HYERONIMUS BOSCH

La mia casa di Resistencia, come Città del Messico o Tenochtitlán,
fu costruita su una laguna subtropicale di erba cavallo e ninfee
e strani uccelli; per questo quando le grandi piogge
tropicali la trasformano in un'arca di Noè si muove sui formicai e sulle acque
e non c'è niente che resta al suo posto in questi movimenti
imprevedibili così credo di aver sbagliato a comprare al
Museo del Prado una riproduzione di dimensione più o meno naturale del 
   Giardino delle delizie

Come non può qui un pittore fiammingo spaventarsi di questi
cambi di realtà se la sua fantasia sa soltanto generare
macchine di mostri divoratori di europei, un bestiario
di simboli carnali nel villaggio di Hertogenbosch!

(da Storia naturale, Sudamericana, Buenos Aires, 1980)

sabato 1 marzo 2014

La Gioconda

 

Gioconda

Leonardo da Vinci, La Gioconda, 1503-1514 circa
Parigi, Louvre

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ALFREDO VEIRAVÉ

LA GIOCONDA

Limpida è qui la luce, una caduta di petali forse.
L’eternità, il velo del suo svelarsi.
Suo unico ricordo, il Rinascimento.
Circolare e in crescita come atteso,
Gelidamente calda, sorridendo appena: la
Gioconda.
Dietro, un paesaggio di illusioni come difesa.
In alto, sopra Parigi, ritte creature in agguato,
E si è udito, rosa e grigio, il puro silenzio.
La sua contenuta delizia.
Tuttavia non capiamo cosa le ha impedito di piangere,
Quale verità,
Quale sentimento provava a dire quel sorriso,
Interminabile, aperto, chiaro.
E al Louvre
Dimenticata la sua progenie
Lontano da ogni distacco, Leonardo,
E questo sorriso comune, chiuso, scuro,
Definitivo, nostro.