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domenica 13 agosto 2023

Battaglia di San Romano

 


Paolo Uccello, Disarcionamento di Bernardino della Ciarda, 1438
Firenze, Galleria degli Uffizi



EUGENIO MONTEJO
OGGI, 6 AGOSTO

Nel dipinto di Uccello c'è un cavallo
che era a Hiroshima.
Nessuno lo vede quando scompare
quando i suoi occhi bevono l'ombra
sugli zoccoli che vengono polverizzati.

Uccello ha lasciato un’arcaica mappa
della guerra, con armi innocenti.
Non dipingeva aerei o siluri,

Non sapeva dei sottomarini.
la sua morte passava dal grigio al rosso al verde.
Solo il cavallo in questo 6 agosto
è calzato di vecchie cicatrici,
solo le sue zampe portano nella notte
la desolazione dello sterminio.

È un cavallo arcigno, legato a un albero,
sempre pronto con la sua sella,
Uccello lo ricoprì con strati di vernice,
lo cancellò dal suo secolo,
e oggi aspetta in fondo alla stalla
con i cavalieri dell'apocalisse.

(da Qualche parola, 1976)

mercoledì 4 settembre 2013

Battaglia di San Romano

 

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Paolo Uccello, Battaglia di San Romano, 1438
Londra, National Gallery

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GREGORY CORSO

UCCELLO

Non moriranno mai sul quel campo di battaglia
né l’ombra dei lupi chiamerà a raccolta le sue orde come spose
di grano su tutti gli orizzonti attendono di
consumare la fine della battaglia.
Non ci saranno morti a tendere il loro ventre fiacco
né cumulo di cavalli rigidi a scheggiare di rosso i loro occhi
lucenti
o anticipare il loro pasto di morte.
Preferirebbero morire di fame con lingue impazzite
che credere che su quel campo nessun uomo muore.
Non moriranno mai quelli che combattono così abbracciati
fiato a fiato occhio che conosce occhio impossibile morire
o muoversi nessuna luce che s’infiltri nessun braccio sfracellato
nient’altro che cavalli che ansimano a gara scudo brillante sopra
scudo tutti resi fulgenti dal sottile raggio di un occhio sotto un elmo
ah com’è difficile cadere tra quelle lance intrecciate.
E quei vessilli! irati come per scagliare le insegne attraverso
quel vuoto di cielo.
Si direbbe ch’egli dipingesse le sue schiere presso i fiumi
più freddi
hanno file di ferrei teschi lampeggianti nel buio.
Si direbbe impossibile che un qualsiasi uomo muoia
in bocca d’ogni combattente è un castello di canti
ogni pugno di ferro un gong sognante mazza che riecheggia mazza
come grida dorate
quanto vorrei unirmi a tale battaglia!
un uomo d’argento su un cavallo nero con rosso stendardo e
lancia striata per mai morire ma essere eterno
un principe d’oro di una guerra dipinta.

 

(da Gasoline, 1958)