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sabato 31 maggio 2025

Paesaggio, 1936

 


Giorgio Morandi, Paesaggio, 1936
Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna

GIORGIO BASSANI
PER UN QUADRO DI MORANDI


O tu cui lenta abbraccia la collina accaldata,
Casa persa nel verde, esile volto e bianco,
solo tu durerai, muto, eroico pianto,
non resterai che tu, e la luce assonnata.

(da Storie dei poveri amanti, Astrolabio, 1945)

mercoledì 14 gennaio 2015

Natura morta, 1952

 

Morandi

Giorgio Morandi, Natura morta, 1952
collezione privata

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CHARLES WRIGHT

MORANDI

Parlo d'immobilità, del silenzio
un centrotavola di porcellana, un vaso a goccia, una brocca.
Parlo di spazio, che è unilaterale,
senza risposta, e lasciato a seccare.
Parlo di colore, di forma, del vuoto
che vigilano questi oggetti, e da cui sorgono.
Parlo di colpa, goccia rossa, goccia bianca,
la sua gobba e la curva, che è blu.
Parlo di bottiglie, e rovina,
e di ciò che facciamo brillare nel buio, e perché...

Traduzione di Antonella Francini

domenica 30 marzo 2014

Natura morta, 1940




Giorgio Morandi, Natura morta, 1940.
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ADAM ZAGAJEWSKI

MORANDI

Gli oggetti vegliavano anche di notte,
mentre lui dormiva sognando l'Africa;
la brocca di porcellana, due innaffiatoi,
le verdi bottiglie da vino, un coltello.
Quando dormiva sodo, come può dormire
solo un artista esausto, stremato,
gli oggetti ridevano, prossimi alla rivolta.

L’annaffiatoio, ficcanaso dal lungo becco,
sobillava gli altri, febbrile,
e il sangue pulsava selvaggio nella porcellana
ignara del tocco di labbra assetate,
solo occhi, sguardo, percezione.

Di giorno erano più docili e persino fieri:
tutta la ruvida esistenza del mondo
trovava rifugio in questi oggetti,
abbandonando per un attimo il ciliegio
in fiore e il cuore afflitto dei morenti.