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giovedì 13 giugno 2013

Corn Hill

 

 

hopper.corn-hill

Edward Hopper, Corn Hill
San Antonio, McNay Art Institute

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LAWRENCE FERLINGHETTI

A CASA HOPPER

A casa Hopper
sulla spiaggia di Truro
Mi giro e alzo gli occhi a guardarla
alta sulla scogliera
E sono Edward Hopper
il famoso pittore americano
disteso sul pendio
fra le erbe della sabbia
e mi giro e alzo gli occhi verso
il Mondo di Hopper
dove abitò tutti quegli
anni spazzati dal vento
certo non solo e malinconico
come i personaggi dei suoi quadri
nelle bettole aperte tutta notte
dietro ai vetri d’un mattino domenicale
in camere da letto con le lampadine appese a un filo
fari assolati
verande di serate estive
case lungo la ferrovia
facciate vittoriane
di vuoto
Eppure saprei dipingerli diversi adesso io?
alla fine estrema del nostro secolo distorto
come se la sovrappopolazione adesso
avesse davvero sconfitto
le nostre immense solitudini
per cui simbolo di successo è ancora
una casa isolata
su un colle.

(da “Poesie vecchie & nuove”, 1998)

mercoledì 2 maggio 2012

Il 3 maggio 1808

 

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Francisco Goya, Il 3 maggio 1808
Madrid, Museo del Prado

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LAWRENCE FERLINGHETTI

NELLE PIÙ BELLE SCENE DI GOYA

Nelle più belle scene di Goya crediamo di vedere
la gente del mondo
proprio nell’istante in cui
ottennero per la prima volta il titolo di
“umanità sofferente”
Si contorcono sulla pagina
con autentico furore
di avversità
Ammucchiati
gemendo con bambini e baionette
sotto i cieli di cemento
in un paesaggio astratto di alberi seccati
statue ricurve rostri e ali di pipistrello
forche scivolose
cadaveri e galli carnivori
e tutti gli ultimi mostri urlanti
della “immaginazione del disastro”
sono così maledettamente veri
è come se esistessero ancora
Esistono infatti
Solo il paesaggio è cambiato
Siamo ancora sparsi lungo le strade
infestate da legionari
falsi mulini a vento e galli dementi
Siamo la stessa gente
soltanto più lontana da casa
su autostrade larghe cinquanta corsie
su un continente d’asfalto
scandito da invitanti cartelli pubblicitari
che illustrano imbecilli illusioni di felicità
La scena mostra meno carrette di tortura
ma più cittadini menomati
in macchine colorate
con strane targhe
e motori
che divorano l’America

venerdì 27 aprile 2012

Equestrienne

 

equestrienne-1931.jpg!Blog

Marc Chagall, Equestrienne, 1931

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LAWRENCE FERLINGHETTI

N. 14


Non permettere a quel cavallo
di mangiarsi quel violino

urlava la madre di Chagall

Ma lui
continuò lo stesso
a dipingere

E divenne celebre

E continuò a dipingere
Il Cavallo Con Violino In Bocca

E quando finalmente lo terminò
saltò sul cavallo
e galoppò via
agitando il violino

E poi chinandosi appena lo dette
al primo nudo indifeso che incontrò

E senza alcun accordo


(traduzione di Roberto Fedeli)

 

segnalazione di Beatrice Orlandini

domenica 1 aprile 2012

Acque correnti

 

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Gustav Klimt, Acque correnti, 1898
collezione privata

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LAWRENCE FERLINGHETTI

LE ACQUE CORRENTI DI GUSTAV KLIMT

Chi sono allora
le donne in questo dipinto
visto così, tanto tempo fa
Modelle con cui dormiva
o amanti o altre
in cui si imbatté
prendendole com'erano
e allora
le sognò addormentate
su acque correnti
gli occhi spalancati
lo scorrere violetto dei capelli
su corpi di alabastro
in flussi di lavanda
Matassa di capelli scuri spinta indietro
da una faccia scura
un braccio allungato
una bocca mezza aperta
una mano
a coppa sul seno
sognatrici rapite
o realiste pietrificate
immobili alla deriva
sorelle perdute o
donne innamorate
di sé o di altri
pallidi corpi avvolti
nella notte delle donne
lambite dalla luce
in una terra gonfia
di desideri sognati
di delizie sognate
Ancora a noi sconosciute
e tuttavia non più
estranee.

venerdì 23 marzo 2012

Ninfee

 

Claude Monet, “Ninfee”, 1906
Chicago, Art Institute

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LAWRENCE FERLINGHETTI

LE NINFEE DI MONET TREMANO

Monet non ha mai saputo
che stava dipingendo le sue "Ninfee" per
una signora del Chicago Art Institute
che è andata in Francia e ha filmato
le ninfee di oggi
dal "Ponte a Giverny"
una foglia vi galleggia in mezzo
e il film ora tremola
all'ingresso con le sue visioni incorniciate
e un sottofondo di piano di Debussy
inondando con una nuova fluorescenza (fior-essenza?)
sale e sale
di ninfee

Monet catturò una Nuvola in uno Stagno
nel 1903
e colse un primo sguardo
delle sue ninfee
e per vent'anni tornò
ancora e ancora a dipingerle
cosa che adesso ci dà l'impressione
che galleggiava attraverso la vita su di esse
e sui loro riflessi
sui quali non sapeva
che avremmo avuto anche noi l'occasione
di riflettere

E neppure avrebbe potuto sapere
che John Cage avrebbe suonato
”Cello with Melody-driven Electronics”
stasera all'Università di Chicago
facendo tremare quelle Ninfee mutate in luce nera.